185138_4202983519324_574152718_n

Alpe Campo: il racconto di Carlo

by / 0 Comments / 439 View /

526158_4202993999586_1085486029_n

Giornata che inizia con alcuni sprazzi di cielo azzurro, dopo una domenica decisamente piovosa. Le previsioni per oggi non danno molte speranze ma decido ugualmente di tentare l’escursione conscio che il k-way sarò un mio fedele compagno. La sveglia suona presto, alle 8,30 sto già parcheggiando la mia macchina nel posteggio di Pedemonte (antica frazione Walser di Alagna Valsesia). Da qui seguo le indicazioni per la fraz. Ronco e imbocco il sentiero n. 8 per il colle Mud. Costeggiato il torrente sulla sinistra orografica per un breve tratto, e dopo essermi soffermato a scattare qualche foto alle cascatelle create dai saliscendi dell’acqua tra le rocce, seguo il sentiero tenendo la destra (seguire da qui il sentiero n.9) ad un bivio con un ponte in cemento (che porta invece verso il Rifugio Ferioli). Si sale, abbastanza rapidamente, ma comunque con un sentiero agevole, nel bosco. Supero le frazioni di Ronco inferiore, Ronco superiore (si fregia di alcune delle case e più antiche di Alagna), e un piccolo agglomerato di baite in pietra, Wittwosma. Si prosegue in costante salita dentro un bosco di piante pioniere (ontani etc.) fino a giungere finalmente all’Alpe Campo inferiore. Attraversato il ruscello che scende dalla montagna, dopo pochi metri fa capolino l’Alpe Campo superiore con il gruppo di baite caratteristiche, dominate dalla Baita sociale della sottosezione del CAI di Alagna. Da qui, nonostante il tempo in costante peggioramento ho una vista favolosa sulla catena del Rosa. L’Alpe Campo è infatti il balcone sul Monte Rosa per eccellenza dal lato valsesiano ed è situata nella conca dominata dal Monte Tagliaferro e da Cima Carnera.

Mi soffermo, incuriosito, a lato del lago che caratterizza l’alpe. Qui si trova la cappelletta dedicata a S.Uberto, patrono dei cacciatori. Il 3 novembre, in occasione della festa del Santo, all’alpe si festeggia e vengono benedetti i fucili e i cani da caccia. La porta della cappella è un pezzo di storia; si tratta infatti della porta della prima Capanna Margherita inaugurata nel 1893. Scatto qualche foto e nello stesso tempo il meteo, clemente fino a quel momento, decide di cambiare improvvisamente. Inizia così un pioggia insistente che mi obbliga ad indossare il k-way. Costeggio il laghetto e mi porto sull’altra sponda dove si trova il gruppo di case del’alpeggio. Le baite più vecchie sono del tardo ’500 e rappresentano il tipico alpeggio Walser degli Alagnesi. L’interno del Rifugio del Cai di Alagna è completamente realizzato in legno ed è colmo di oggetti tipici, originali e di pregiata fattura. All’esterno vi sono baite tuttora adibite a stalla ed alla produzione di formaggi.
Visto il meteo avverso decido di non soffermarmi troppo e dopo alcuni autoscatti “ricordo” della splendida escursione riprendo i miei passi e mi avvio sulla strada del ritorno conscio che sarà una delle mie mete sia nella prossima estate che durante l’inverno, durante il quale ha tutti i presupposti per assumere un’aura magica e imperdibile.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers: