grignasco

Grignasco

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Grignasco (Grignasch in piemontese) è un comune italiano di 4.806 abitanti della provincia di Novara in Piemonte.

Geografia fisica

Il comune, nonostante si trovi in provincia di Novara, rientra nel territorio della Valsesia ed è situato ai confini con la provincia di Vercelli ad una altitudine di 322 m.s.l.m.. Confina a nord con i comuni di Borgosesia e di Valduggia, ad est con Boca e Maggiora, a sud con Prato Sesia e ad ovest con il fiume Sesia ed il comune di Serravalle.
Dal monte Fenera, che delimita a Nord il territorio proteggendolo dalle fredde correnti del monte Rosa, si diramano a semicerchio verso Est le propaggini collinari che cingono l’abitato e le frazioni in una verde conca sino ai confini di Prato Sesia.

Storia

Le testimonianze scritte su Grignasco risalgono alle soglie dell’anno Mille. Il diploma dell’imperatore Ottone III del 7 maggio 999 cita per la prima volta il nome di Grignasco tra le terre restituite e confermate al vescovo di Vercelli: “confirmamus […] cum Bornade et Grignascho et districto Vallis Sicidae” e nei documenti successivi compaiono riferimenti precisi al castello. La prima indicazione di Grignasco come sede di pieve della diocesi di Novara è del 26 giugno 1132, contenuta in una bolla di papa Innocenzo II che, tra le altre, elenca “plebem Grinassi” e, in un documento del 1151 compare il nome di uno dei primi chierici officianti, tale “Marinus diaconus de Grignasco”.
Si può immaginare quindi una organizzazione del territorio caratterizzata da una serie di insediamenti, corrispondenti alle attuali frazioni, disseminati prevalentemente nella zona pianeggiante, facenti capo alla “pieve” di S. Maria in Bovagliano, mentre, come testimoniato in un manoscritto di fine settecento, a ridosso del colle su cui sorgeva il castello vi erano le “cantine di Grignasco”, una sorta di piccolo ricetto più facilmente difendibile attorno al quale si concentrarono gli sviluppi edilizi successivi.
I pochi ruderi del castello di San Genesio sono tuttora visibili e dall’antico ricetto si può cogliere l’immagine percorrendo le vie Castello e Torrione che attraversano il fitto tessuto edilizio dell’abitato medioevale. I documenti successivi attestano come i territori di Grignasco e di Ara fossero compresi nel più ampio Marchesato di Romagnano che, dal 1441 al 1550, appartenne a vari membri della famiglia dei Romagnano. Nel corso del XVI secolo, il Marchesato fu ceduto ad altri feudatari e, nel 1588, fu acquistato dal conte Giovanni Battista Serbelloni i cui discendenti detennero il possesso sino alla soglia del XIX secolo. La chiesa di San Maria in Bovagliano vista lateralmente.
Le chiese e gli affreschi quattrocenteschi presenti in esse, testimoniano la vitalità ed il grado di civiltà della popolazione: le vicende della comunità si intrecciano con quelle dei suoi edifici di culto. I secoli XV, XVI e XVII sono caratterizzati dalla costruzione e successivi amp0liamenti della chiesa di Santa Maria delle Grazie al centro dell’abitato e dell’oratorio di San Graziano, nonché degli oratori nelle cascine come la cappella di S.Antonio alla frazione Negri e l’oratorio di San Rocco nell’omonima frazione. Nel corso del XVIII secolo venne ristrutturata l’antica pieve di Bovagliano e si compì la grande impresa della costruzione della nuova parrocchiale dell’Assunta su progetto di Bernardo Antonio Vittone. In quegli anni Grignasco appartenne al ducato di Milano sotto la dominazione prima dei Visconti e degli Sforza e poi degli Spagnoli e, all’inizio del XVIII secolo, passò tra i possedimenti dello Stato Sabaudo. Il graduale affrancamento del regime feudale si manifestò con una più attiva presenza della popolazione in campo politico e amministrativo (come attestano le produzioni statutarie degli anni 1570 e 1608), e con l’emergere di una sempre più influente classe borghese che, grazie anche alle fortune di alcuni suoi esponenti emigrati a Roma, lasciò significative tracce di sé nella storia civile e religiosa della comunità.
Gli echi della ventata rivoluzionaria di fine Settecento si manifestarono anche a Grignasco, testimoniati dall’erezione dell’Albero della Libertà in Piazza Viotti, davanti alla Parrocchiale; ma la restaurazione dell’antico regime li spense rapidamente: nel corso dei primi trent’anni dell’Ottocento, quasi a testimoniare la mutata situazione politica, il conte Giovanni Battista Viotti finanziò e realizzò una radicale ristrutturazione interna della chiesa, simbolo della comunità grignaschese.
Opere importanti anche nell’ambito civico si realizzarono in quegli anni come la costruzione del ponte sul torrente Riale nei pressi della chiesa di Santa Maria delle Grazie (1827), la selciatura di via Riale (1836) e la sistemazione dei locali della parte comunale della “gésa vègia” (adattati inizialmente per accogliere la sede del Comune e poi le prime scuole pubbliche (1839) che sostituirono quelle di istituzione privata legate ai nomi di Lorenzo Testa e Giovanni Zanoli.

2 Comment

  1. Bonsoir à tous !
    j’ai une parente : Anne-Marie CARESTIA, née le 21/05/1838, mariée à un médecin Français, Joseph MONS à Lyon; donc née à RIVA, Novare, Etats Sardes.
    Est-ce bien cela, et où cela se situe en Italie ?
    Salut, salut à tous JS.

    • The real name of RIVA is Riva Valdobbia and it is a town in the Province of Vercelli in the Italian region Piedmont (Valsesia valley), located about 90 kilometres north of Turin and about 70 kilometres northwest of Vercelli.

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