Carcoforo

Nome dialettale / Origin name: Chalchoufu
Superficie / Surface: 22,89 kmq
Altezza / Height: 1304 m
Abitanti / People: Carcoforesi
Festa patronale / Patronal festival: 26 Dicembre, Santo Stefano

Incantevole villaggio montano tranquillo e solitario, di una bellezza difficilmente eguagliabile. Esso sembra adagiarsi nella pittoresca conca fra gli inclinatissimi boschi e prati che scendono dall’Egua e dal Lampone. Di fronte limita l’orizzonte la cresta dal Quarazzolo all’Egua. Nel 1991 Carcoforo è stato indicato dalla rivista “Airone” il villaggio ideale d’Italia

Territorio

Di un “Alpe Carchoffeni” si parla nei documenti a partire dal 1383, periodo nel quale era in corso la colonizzazione delle terre valsesiane del versante sud del Monte Rosa operata delle genti Walser provenienti dall’Alto Vallese. Le tipiche case in legno e pietra raccontano di quella Carcoforo originaria che si può ancora osservare nei crocicchi delle vie del piccolo centro abitato, vessato nel tempo da alcune calamità naturali (come la grande alluvione del 1775 o l’incendio del 1863) che hanno in parte disperso il patrimonio architettonico più antico.
Il paese, uno dei più piccoli della Valsesia per numero di abitanti, è attraversato dal torrente Egua che si unisce al torrente Sermenza all’altezza di Rimasco. Tutelato per una porzione dal Parco Naturale Alta Valsesia, Carcoforo è abbracciato da lussureggianti pascoli e boschi di larice, e rimane incastonato tra panoramiche cime montuose (tra le più note: Pizzo Quarazzolo, m 2.802,  Pizzo Montevecchio, m 2.789) che si dispongono quasi a semicerchio e confinano con Fobello (est), Rima (ovest) e Macugnaga (nord). Carcoforo è una delle tappe della Grande Traversata delle Alpi (GTA) e del Grande Sentiero Walser.

Arte e Cultura

Caratterizzato da uno stile tipicamente alpino, l’abitato è adorno in ogni dove di eleganti meridiane, piccoli affreschi – come quello straordinario realizzato su Casa Cantore da Eugenio Rappa. Si possono osservare bellissime quanto rare torbe, edifici rurali tardomedievali che risalgono al periodo di fondazione dell’insediamento.
A Carcoforo si conservano alcuni edifici religiosi di grande interesse artistico, come la chiesa della Madonna del Gabbio, le cui linee armoniche e semplici accolgono i visitatori all’ingresso del paese. Edificata in origine come piccola cappella votiva sorta sul luogo di un miracoloso trasporto di una statua raffigurante la Vergine, venne quasi totalmente distrutta da una alluvione nel ‘700 ma, come vuole la tradizione, la statua rimase al suo posto, dando ai carcoforesi il motivo per la costruzione di una vera e propria chiesa. All’interno e all’esterno si conservano splendidi affreschi di Antonio Orgiazzi il Vecchio. Entrando nel centro del paese si passa attraverso l’Arco della Buona Accoglienza, eretto nel 1734 sulla vecchia mulattiera, per poi giungere alla chiesa parrocchiale di Santa Croce. La chiesa venne consacrata, nelle forme attuali, nel 1618 dopo una serie di campagne di ampliamento. Al suo interno trovano posto una ancona lignea dorata d’epoca barocca, realizzata da un ignoto scultore valsesiano, i quadri delle stazioni della Via Crucis realizzati nel corso del ‘700 da Lorenzo Peracino, oltre ad un dipinto di A. Avondo in una delle cappelle laterali. Originario è l’organo del 1841, opera del famoso organaro di Sabbia Bartolomeo Gippa: la storia narra che questo venne posizionato in chiesa grazie alle donne del paese che lo trasportarono in spalla da Boccioleto per poi essere ricompensate con “una scioppa di vino”, così come si legge nei registri della chiesa.
In frazione Tetto Minocco si trova il Museo Naturalistico del Parco Naturale Alta Valsesia, allestito all’interno di una casa Walser e dotato di sale espositive, pannelli descrittivi e spazi multimediali completi di laboratorio didattico interattivo dove approfondire le tematiche legate all’ambiente e alla cultura locali. Recentemente è stata approntata anche una sala sensoriale adatta ai visitatori non vedenti.

Sport

Grazie alla sua conformazione ambientale, il paese offre un reticolato di sentieri adatti a tutte le attività montane, dal trekking in estate passando per ciaspolate e sci alpinismo in inverno.
Molto amata è la pesca sportiva, praticata nella zona del torrente Sermenza dove si trova una riserva di circa 3 chilometri.
I cultori dell’arrampicata sportiva possono praticare sulla falesia denominata “Ai Salée”, sulla quale sono state tracciate alcune vie non difficili.

Curiosità

Nel 1991 Carcoforo è stato eletto “villaggio ideale d’Italia” dalla rivista Airone.
Quasi tutti i paesi della Valsesia conservano il proprio abito tradizionale. Ogni comunità ha creato un abito che si contraddistingue per alcune particolarità come i colori, le forme delle camicie, il modo di portare grembiuli, fiocchi e ornamenti, l’abbinamento con calzature, acconciature e gioielli, la denominazione dei vari pezzi che ne fanno parte; essi comunicano distinzioni di status e di censo. Nel caso di Carcoforo, l’abito tradizionale si contraddistingue da quelli degli altri paesi della valle per il suo “ligam” (o “stroppa”) il caratteristico nastro di lana o seta multicolore che viene indossato annodato sul  davanti con un grande fiocco.

Da non perdere

CHIESA PARROCCHIALE

La Chiesa parrocchiale di Santa Croce venne consacrata nelle forme attuali nel 1618


MUSEO NATURALISTICO
All’interno di una bellissima casa Walser, è dotato di sale espositive, pannelli descrittivi e spazi multimediali


CHIESETTA DELLA MADONNA DEL GABBIO
Decorata con gli affreschi settecenteschi di Antonio Orgiazzi “il Vecchio”


TORBE
Edifici rurali tardomedievali che risalgono al periodo di fondazione dell’insediamento

Museo Naturalistico
Frazione Tetto Minocco
Telefono: 0163.54.680
Email: info@areeprotettevallesesia.it

Chiesa parrocchiale di Santa Croce
Orari sante Messe
Festiva: Domenica ore 10.00
Telefono: 0163-92.2962

Comune di Carcoforo
Via Centro, 19 – 13026 Carcoforo (VC)
Tel. (+39) 0163.95.125
Email: protocollo@comune.rimasco.vc.it
Web: http://www.comune.carcoforo.vc.it

Galleria fotografica

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