TURISMO E CARTOLINE della Valsesia

Il primo turismo in Valsesia fu limitato a Varallo e fu un turismo di carattere devozionale e religioso.
Incominciò con la costruzione del Sacromonte. Il flusso dei pellegrini fu subito abbastanza importante tanto da far sentire alla citta’ la necessita’ di costruire un ospedale. Questo flusso continuò sempre anche dalla vicina valle del Rodano e dalle valli adiacenti alla Valsesia. Le cose non cambiarono un granchè fino al principio del 1800.

Già alla fine del 1700 si verificarono le prime ascensioni sul monte Bianco (1786) con Jacques Balmat e Michel Gabriel Paccard.

Il primo italiano a salire sul Monte Bianco fu un Carelli di Varallo.

Fu poi la volta del Cervino scalato da Whymper nel 1865. L’epoca delle grandi imprese alpinistiche era nata.

cartolina-genericaSul Monte Rosa i primi a porvi piede furono i Gressonardi, nel 1778, Valentino e Joseph Beck, Joseph Zumstein, Nicolas Vincent, Sebastian Linty. Etienne Lisco e Francois Castel arrivarono fino alla Roccia della Scoperta vicino al colle del Lys. Nel 1819 Nicolas e Joseph Vincent salirono in vetta alla Piramide Vincent. Nicolas Vincent e Joseph Zumstein raggiunsero la vetta della cima Zumstein. Nel 1842 salirono alla Punta Gnifetti (Signalkuppe) gli alagnesi abate Giovanni Gnifetti, Cristoforo Ferraris, Cristoforo Grober, Giacomo e Giovanni Giordani e Giuseppe Farinetti.

Per agevolare gli alpinisti furono costruiti diversi bivacchi e capanne.

Nel 1867 sorse a Varallo la sezione del CAI ,la terza in Italia in ordine di tempo, che da allora fu una molla propulsiva per il turismo alpinistico valsesiano.
Si comincio’ nel 1876 colla costruzione di un bivacc0 che ingrandito divenne la capanna Gnifetti.

Nel 1893 fu inaugurata la Capanna Regina Margherita alla presenza della Regina stessa. Poi via via la Capanna Resegotti, la Capanna Valsesia, e vari bivacchi e capanne a quote più basse.

Nel 1878 al Col d’Olen fu costruito l’albergo Gugliemina parte di una catena di alberghi (8) appartenenti alla stessa famiglia situati ad Alagna, sul Mottarone e in località di mare. Ad esso si affiancò l’albergo Stolemberg- Grober diventato poi il rifugio Città di Vigevano.

Ad Alagna la famiglia Guglielmina nel 1850 costruì l’albergo de Monte Rosa, a Riva Valdobbia nel 1871 l’Albergo delle Alpi, a Varallo nel 1879 l’Albergo d’Italia. Nel frattempo a Varallo sorsero numerosi e qualificati alberghi: l’ Hotel Paris, l’Hotel de la Posta oltre il già citato Albergo Guglielmina.

Nel 1893 fu inaugurato l’Istituto Idroterapico di Varallo che accolse una clientela di nobili e di alte personalità d’ Italia e di tutt’Europa. Anche nelle località minori venivano pian piano attivate strutture turistiche di grado inferiore. Le strade pian piano furono migliorate;dal servizio di trasporto su carrozze si arrivò alle prime auto e corriere.

Nel 1886 la ferrovia raggiunse Varallo. Come si è visto in principio vi fu un turismo alpinistico d’alta quota da parte di italiani e stranieri comunque un fenomeno d’elite. Per Varallo al secolare afflusso di pellegrini di carattere popolare, mai cessato, si unì un turismo residenziale-terapeutico con caratteristiche elitarie che sfruttò gli alberghi esistenti e specialmente lo Splendid Park Hotel.

Lo Splendid Park Hotel cessò di funzionare nel 1914. Gli automezzi che trasportavano gli ultimi clienti in partenza furono poi adibiti l’anno successivo a trasportare un carico ben più dolente: i feriti di guerra.

Essi furono ospitati presso l’ospedale di Varallo, il Collegio d’Adda e lo stesso Splendid Park Hotel. Un’epoca era finita.

La conoscenza della Valsesia inizialmente fu affidata a dei libri vere guide all’accesso alla valle. Cominciò il dottor Lana con la sua “Guida a una gita entro la Vasesia” nel 1840, poi si susseguirono: il Montanaro con “Guida per viaggi alpini nella Valsesia ” nel1867 , il Gallo con “in Valsesia” 1884, il Tonetti con “Guida della Valsesia” 1891,  il Ravelli con “Guida della Valsesia” nel 1913.

Verso la fine del 1800 furono fondati i giornali locali “il Monterosa” e “il Corriere Valsesiano.

In quegli anni con lo sviluppo della fotografia nacque un nuovo importante mezzo con cui far conoscere la Valle in tutto il mondo alla portata di tutte le classi sociali. Si trattava delle cartoline queste alate messaggere  che traducevano in immagini i racconti sulla nostra valle, che trasmettevano un ricordo a persone care lontane, la testimonianza di imprese alpinistiche compiute, una testimonianza di amore, un doloroso saluto ai soldati al fronte.

Erano gli MMS del tempo.

Le utilizzeremo per richiamare ai vostri occhi quei tempi con l’auxilio di commenti scritti e di fotografie quando necessario.


Per altruistica e gentile concessione della Sig.ra Paglino Angela che presenta la raccolta del defunto marito Barbano Lello, sia delle une che delle altre, ne abbiamo a disposizione molte. Ringraziamo anche a nome Vostro queste eccezionali persone.

Prefazione a cura di Giorgio Chiarino

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