valduggia

Valduggia

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Comune di montagna, di origine antica, che alle tradizionali attività agricole ha affiancato quelle industriali e terziarie. I valduggesi, il cui indice di vecchiaia è elevato, vivono oltre che nel capoluogo comunale, anche nelle località di Arlezze, Rastiglione, Valpiana e Zuccaro (che, curiose e caratteristiche, rendono la valle interessante e ospitale), nonché in numerosi aggregati urbani minori e in case sparse. Il territorio presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate: si raggiungono i 951 metri di quota. L’abitato, che si allunga su un breve pianoro e sorge sulla strada che mette in comunicazione la Bassa Valsesia con la zona del Cusio, è diviso in due parti dal torrente che lo attraversa: esso mantiene ancora l’aspetto del borgo cinquecentesco, in particolare nel suo centro storico. Nello stemma comunale, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, si raffigura, in campo azzurro, un leone rampante posto tra due monti ai quali è artigliata un’aquila nera in volo spiegato, sormontata da un cartiglio giallo recante la divisa in caratteri neri: SEMPER EADEM NEC MUTOR IN FIDE.

Situata nella valle percorsa dal torrente Strona, in Valsesia, nella parte centro-orientale della provincia, confina con quella di Novara e Verbania, tra Cellio, Borgosesia, Madonna del Sasso (VB), Pogno (NO), Sorriso (NO), Gargallo (NO), Maggiora (NO), Boca (NO) e Grignasco (NO). È raggiungibile mediante la strada statale n. 299 di Alagna, il cui tracciato si snoda a soli 4 km dall’abitato; mentre il casello di Romagnano Sud-Ghemme, che immette sulla A26 Voltri-Gravellona Toce, dista 18 km. La linea ferroviaria Vignale-Varallo Sesia ha uno scalo sul posto, situato a 4 km. L’aerostazione di Milano/Malpensa, che mette a disposizione linee intercontinentali dirette, dista 51 km; quella del capoluogo regionale, comunque idonea per i voli nazionali e internazionali, è posta a ben 117 km. Il porto mercantile e turistico si trova a 181 km. Fa parte della Comunità montana “Valsesia” e del Parco Naturale del Monte Fenera, gravita su Vercelli e Borgosesia per i servizi e per le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto.

Storia

Il toponimo sembrerebbe derivare, sia pure con qualche incertezza, dal latino VALLIS UZIA, inteso come ‘valle dell’ombra’. Località della Valsesia, fu conquistata intorno all’anno mille dai conti di Biandrate. Nell’epoca dei comuni ebbe le sue leggi che venivano applicate dal grande podestà della Valsesia attraverso un suo luogotenente il quale amministrava la giustizia nel palazzo del Pretorio, che è la casa comunale. I Barbavara, feudatari della Valsesia all’epoca di Gian Galeazzo Visconti, posero la propria dimora in un castello sopra Roccapietra, ma ne furono scacciati dai valegiani cui i Visconti restituirono l’autonomia. Sia nella guerra tra Francia e Spagna che nella contesa fra le varie casate gli abitanti della valle riuscirono sempre a tutelare la propria libertà, finché nel 1707 un trattato di pace assegnò la Valsesia ai Savoia cui i cittadini giurarono fedeltà in cambio del mantenimento dei propri antichi privilegi di valle. Tra le testimonianze storico-architettoniche figurano: la cattedrale di San Giorgio, di stile gotico, rifatta nel 1539, che conserva un presepio del XVI secolo del grande Gaudenzio Ferrari (1477-1546), il quale affrescò altresì la cappella di San Rocco; la cinquecentesca “piazza vecchia”; i castelli di Robbiallo, di cui restano soltanto ruderi. Numerosi sono gli edifici a carattere religioso, tra cui vanno menzionati: l’oratorio dei Santi Carlo e Caterina, edificato nel 1616, al cui interno sono presenti pregevoli affreschi; la parrocchiale dei Santi Andrea e Gaudenzio, che presenta sulla facciata un affresco raffigurante il Giudizio universale; l’oratorio di San Bernardo, con una pregevole ancona dell’altare maggiore del 1628; la chiesa di San Michele, al cui interno è presente la tela raffigurante l’Adorazione dei Magi; la chiesa di San Giovanni Battista, situata in località Arlezze; la chiesa di San Lorenzo, a Castagnola, e la chiesa di Maria Maddalena, affrescata dagli Avondo, una famiglia di artisti. Tra gli edifici civili occorre citare il municipio sulla piazza che ospita il monumento a Gaudenzio Ferrari.

Testo tratto da Italiapedia.it

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