L'Alto Piemonte

La Valsesia si trova incastonata tra le quattro province “alte” del Piemonte: Biella, Vercelli, Novara, Verbano-Cusio-Ossola. Si tratta di un territorio variegato, ricco di tradizioni, che si estende dalle Alpi alle risaie, dai laghi alle colline, passando per grandi luoghi di cultura, fede e bellezza come abbazie, Sacri Monti, musei ed ecomusei, ville e giardini. Presentiamo in breve le caratteristiche dei territori vicini perché è possibile pianificare piacevoli itinerari tra attrazioni di grande interesse a brevissima distanza dalla nostra valle ai piedi del Monte Rosa.

L'area vercellese

Il territorio

La Valsesia fa parte del territorio della provincia di Vercelli e costituisce la parte settentrionale della sua caratteristica forma “a clessidra”. La parte meridionale è invece dominata dalla morfologia delle risaie: gli itinerari si sviluppano intorno alle grange, antichi insediamenti nei quali il territorio veniva bonificato e reso coltivabile, alle cascine, ad insediamenti medievali e eleganti tenute agricole che fanno da cornice a lunghissime e poco frequentate stradine di campagna in mezzo alle risaie.

La città di Vercelli, capoluogo di provincia, incanta con le sue bellezze storico-artistiche. Vanta una storia antica e affascinante; le origini sono sconosciute ma il centro storico sorge sull’area di un luogo fortificato romano. La città fiancheggia il fiume Sesia ed è da sempre un importantissimo centro agricolo, commerciale, artigianale (famosa la lavorazione dell’argento) e universitario. Non può mancare la visita nel Duomo di Sant’Eusebio, nella chiesa di San Cristoforo, nell’abbazia di Sant’Andrea (divenuta simbolo della città) o nei quattro musei (F. Borgogna, C. Leone, Museo del Tesoro del Duomo, Arca). Il Principato di Lucedio è una delle mete che desta maggiore interesse nella provincia: faceva parte di un vasto feudo ricoperto dalla foresta e in seguito bonificato dai monaci che riuscirono a convertire le paludi alla coltivazione di grano, orzo, segale, canapa, lino, sorgo e riso.
Le aree protette offrono percorsi a contatto con la natura: è il caso della Riserva Naturale Orientata delle Baragge, composto da altopiani di origine glaciale, del Bosco delle Sorti della Partecipanza (570 ha) documentato sin dal 1275, e del Parco Naturale delle Lame del Sesia lungo le sponde del fiume Sesia in cui osservare circa 500 specie vegetali e 140 volatili. Gli amanti del cicloturismo non resteranno delusi per la varietà del paesaggio e dalle possibili combinazioni dei percorsi.
L’enogastronomia è legata principalmente al riso e ai risotti (come la celebre Panissa) affiancati da fagioli (famosa la qualità rossa di Saluggia), salumi (cotiche, battuto di lardo, salam d’la duja), fritti di maiale, frittate, “ciburea e ratatuja” (frattaglie di carne e patate), rane, pesche a polpa bianca.

Vercelli

L'area novarese

Il territorio

È definito “la terra degli aironi” ed è caratterizzato da un mosaico di risaie e verdi colline tra il Lago d’Orta e il Lago Maggiore. Gli itinerari artistici spaziano dalla preistoria ai giorni nostri: dalle scoperte archeologiche sulle rive del Ticino e del lago Maggiore alla fioritura dell’arte romanica che congiunge una miriade di località sul territorio, a partire dal Battistero di Novara per giungere al Vergante tra due laghi o ai paesi “della bassa”, dove piccoli oratori sono scrigni di storia e arte: Oleggio e la sua chiesa, Novara e il duomo, isola di San Giulio d’Orta e Arona.

Castelli e borghi ospitano il visitatore curioso: da Galliate a Massino Visconti, dai ricetti di Ghemme e Carpignano al borgo di Orta, antiche rocche e deliziosi centri sullo sfondo delle Alpi o sulle rive del lago. Abbazie dalla storia secolare, come a San Nazzaro Sesia, chiese e santuari con tesori di arte cinquecentesca e barocca, ville con parchi e giardini nelle campagne attorno a Novara o sulle colline del Vergante suscitano sempre molto interesse.
Grandi aree naturalistiche protette come il Parco del Ticino e dei Lagoni di Mercurago in pianura o la Riserva del Monte Fenera nell’area valsesiana offrono la possibilità di escursioni a piedi, a cavallo e in bicicletta.
Il paesaggio è variegato: pianura a sud, dolci colline a nord che si incuneano tra i due laghi, Orta e Maggiore, fino alle pendici del Mottarone, punto panoramico a 360 ° verso la Lombardia e la Svizzera, fino agli Appennini liguri nelle giornate terse. La morfologia permette attività sportive outdoor come ciclismo, escursionismo, trekking, nordic walking, equitazione, golf etc
La tradizione enogastronomica conquista anche i palati più esigenti: il riso è il vero re della tavola (il piatto tipico è la “paniscia”); pietanze a base di carne (la Cassola, la rustida o il tapulone di Borgomanero); pesce di lago o di fiume pescato nell’Agogna, nel Ticino o nei torrenti; formaggi (Gorgonzola, Toma del Mottarone, caprini tipici del novarese settentrionale) e salami (freschi sotto grasso o stagionati); Miele delle colline; vino Boca, Fara, Sizzano, Colline Novaresi DOC, Ghemme DOCG.

L'area biellese

Il territorio

Si tratta di un territorio tutto da scoprire che si estende dalla pianura di risaie e tenute agricole fino all’arco alpino. Si respira la sua storia medievale attraverso borghi e ricetti: tra i più noti, il Borgo del Piazzo di Biella raggiungibile con la storica funicolare, il Ricetto di Candelo con le sue le vie ciottolate, Masserano con il borgo porticato e il sontuoso Palazzo dei Principi.

Santuari e Sacri Monti: la catena delle Alpi biellesi è attraversata dalla “via della fede”, un percorso che collega da est a ovest i luoghi di culto, dal più celebre Santuario di Oropa a quelli di Graglia, san Giovanni d’Andorno, mettendo in comunicazione l’area torinese e valdostana con l’alto Vercellese. L’itinerario collocato sulle pendici delle montagne offre spettacolari vedute panoramiche sulla pianura e possibilità di escursione in luoghi di interesse storico artistico e naturalistico.
Nell’area si trova un ricco sistema ecomuseale costituito da una serie di siti aperti ai visitatori che permettono di rivivere la memoria storica della civiltà rurale delle colline e delle montagne biellesi fino all’industrializzazione. Infatti, l’Archeologia industriale è uno dei “temi di punta” della provincia: la storia del biellese è storia del tessuto e della sua produzione che si può ripercorrere attraverso la “strada della lana”, un itinerario che collega diversi siti collocati lungo vallate.
La natura offre la possibilità di praticare diversi sport outdoor, invernali ed estivi: arrampicata e vie ferrate, sentieri escursionistici, circuiti per il cicloturismo e il turismo equestre con ippovie.
L’enogastronomia propone un ventaglio di formaggi (toma biellese e “Maccagno”, caprini), polenta, salumi (come la “Paletta” di Coggiola), dolci come i “Canestrelli” di Crevacuore, miele e vini (Erbaluce DOC, Canavese, Lessona, Bramaterra, Coste della Sesia).

Santuario d'Oropa

L'area Verbano Cusio Ossola

Il territorio

La “provincia azzurra”, così chiamata per via del colore delle acque dei tre laghi (Maggiore, Orta e Mergozzo), è incorniciata dal verde dei giardini che si affacciano sulle rive lacustri e dal bianco delle montagne innevate. La provincia si caratterizza per le sue belle città accoglienti come salotti che dall’età del Grand Tour accolgono i visitatori: Stresa, Baveno, Verbania, Cannobio sono allineate su eleganti passeggiate lungo il lago e romantici centri storici da visitare.

Le assolate colline, grazie al clima mite, offrono splendidi percorsi tra giardini fioriti e architetture da favola. I giardini botanici di Villa Taranto, Villa Pallavicino e delle Isole Borromee sono un incanto di natura e architettura, perle sensoriali in un quadro paesaggistico unico al mondo. Domodossola, Vogogna e Mergozzo: borghi storici e fortezze ricordano l’importanza strategica della Val d’Ossola, via di commerci e di imprese militari dalla storia romana a Napoleone fino ai giorni nostri attraverso il valico del Sempione e la galleria ferroviaria. L’Ossola si apre come un ventaglio in più vallate, ognuna con storie e tesori singolari da scoprire: villaggi e vicende Walser contraddistinguono ancora oggi la valle Anzasca e i suoi paesi, tra cui Macugnaga; la valle Formazza fa eco anche dal punto di vista naturalistico, con la Cascata del Toce e i diversi sentieri verso la Svizzera (le vie percorse dai Walser); la valle Vigezzo coi suoi paesi pittoreschi è definita la “valle dei pittori” per la scuola di arti sorta a Santa Maria Maggiore ed è inoltre percorsa dalla ferrovia delle Centovalli che corre attraverso i panorami mozzafiato del territorio compreso tra Domodossola a Locarno.
Il VCO è costellato di santuari e luoghi sacri, molti sorti sulle vie di comunicazione a protezione e supporto dei camminatori: il Santuario della Madonna del Sangue di Re in valle Vigezzo, i Sacri Monti di Domodossola e Griffa inseriti nel patrimonio dell’UNESCO, il santuario della SS. Pietà di Cannobio, la Madonna del Boden di Ornavasso e la Madonna del Sasso affacciata a strapiombo sul lago d’Orta.
La provincia si caratterizza anche per la presenza di laghi.
In molte località delle vallate sono sorti musei e piccole realtà espositive per ricreare la vita montana attraverso le attività tradizionali. La lavorazione della pietra rivive con il Museo Granum dedicato al granito rosa di Baveno, e con il Museo Archeologico di Mergozzo per il granito bianco-nero del Montorfano.
Alcuni itinerari escursionistici collegano antichi mulini usati per la macina dei cereali, le noci, le olive (presenti grazie al clima del lago), e i torchi. L’allevamento e la produzione casearia ancora oggi sono portati avanti negli alpeggi delle zone montane. Riserve e parchi naturali accolgono il visitatore con ambienti variegati, dai canneti della riserva di Fondotoce, ai percorsi montani tra gli alpeggi più suggestivi dell’Alpe Veglia e Devero, alla natura selvaggia del Parco della Valgrande.
Le montagne offrono attività adatte in tutte le stagioni dell’anno, dagli sport invernali grazie ai comprensori di Domodossola, Macugnaga, val Vigezzo e val Formazza, agli itinerari escursionistici che permettono l’esplorazione del territorio con molti punti panoramici. Da ricordare il recupero in chiave escursionistica di tratti della Linea Cadorna.
L’enogastronomia è quella tipica dei tre ambienti dominanti (lago, collina e montagna): piatti a base di pesce e risotti, polenta, agrumi e olio di oliva, funghi, castagne e selvaggina, formaggi (come il celebre Bettelmatt), salumi e di carni stagionate (celebre il prosciutto della val Vigezzo). Infine il vino: il Prunent è il nebbiolo più conosciuto.

Alpe Devero
Alpe Devero

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