ALTRE INDUSTRIE A BORGOSESIA

Borgosesia è considerata la capitale “industriosa” della Valsesia perché, nel tempo, sono state avviate numerose quanto fiorenti industrie.

Negli anni in cui veniva avviata la Manifattura Lane s’impiantavano diversi stabilimenti per la lavorazione della lana: sono i casi della Tessitura Lenot, in località san Bernardo, con 700 telai meccanici, e del Lanificio Zignone e Borrino, per la sfilacciatura di stracci e la filatura di cardati in lana e cotone; e della lavorazione del cotone: sono i casi del Cotonificio Bader, Burla, Lombardi, Marchetti; del Cotonificio Valsesia, affacciato sulla strada provinciale, attivato nel 1906 con 30 mila fusi per la filatura di cotone grezzo e chiuso forzatamente nel 1910 con l’acquisizione dei locali ad uso della Manifattura Lane. La maggior parte di queste aziende ha poi chiuso l’attività negli anni del secondo dopo guerra. L’industria di cappelli fiorì tra il 1855 e il 1880 circa con artigiani quali Gugliermina, Zenone, Ratti, Raimondo e diversi altri, per terminare l’epopea con Tabozzi, specializzato nei cappelli ecclesiastici.

Anche le fonderie sono state numerose: si ricorda Gianoli, fonderia di bronzo e altri metalli con fabbrica di rubinetti; Bertolini e Petrone, Giacomone e Serafino con officine di costruzioni in ferro.
Grande importanza ha avuto il Sugherificio Piemontese di Paolo Dominietto, per la lavorazione del sughero.

Erano presenti anche una costellazione di laboratori per la lavorazione del cuoio, del feltro, dell’argento, di marmi, laterizi e cementi.

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