Archeologia industriale: l’Ottocento

L'era del progresso

Il XIX secolo segna un vero spartiacque nella storia della città di Varallo. La cittadina si trasforma e la fisionomia urbana medievale e rinascimentale cede il passo all’eleganza borghese che oggi conosciamo, creando una sintesi armonica di cultura, industria e paesaggio. Il tour mette in evidenza due siti che rappresentano l’eccellenza dell’archeologia industriale in Valsesia: la Stazione Ferroviaria al Museo dell’Energia.

I primi progetti della linea ferroviaria Novara – Varallo risalgono agli anni ’50 dell’Ottocento per merito degli ingegneri Giuseppe Antonini e Giulio Axerio. I vari studi trovarono concreta realizzazione grazie al finanziamento della Legge Baccarini n. 5002 del 1879. L’apertura della linea avvenne per tratte a partire dal 1883 e vide il proprio compimento l’11 aprile 1886 accolta da memorabili festeggiamenti per l’inaugurazione dell’opera: il varo significò il reale sviluppo sociale, economico e culturale di tutti i territori attraversati dalla ferrovia dall’alto novarese fino alla Valsesia.
Fatti salienti della storia della linea riportano alla memoria l’arrivo dei convogli per il trasporto del celebre marmo di Carrara nel 1895 impiegato per la costruzione della facciata della Basilica del Sacro Monte.

Un progetto di Turismo Sostenibile.
Grazie al progetto denominato “Treni storici per la Valsesia” si può raggiungere Varallo con splendidi treni d’epoca (carrozze “centoporte”) trainati da locomotive a vapore. Esso è curato da Fondazione FS Italiane, dalla Regione Piemonte e dal Comune di Varallo.
Le corse sulla linea Novara – Varallo sono finalizzate alla valorizzazione della linea, anche a scopo turistico con un calendario di corse annuali a cadenza mensile e partenze dalla stazione di Milano Centrale, da Torino Porta Nuova o da Novara: ogni corsa è abbinata a piccole degustazioni di prodotti locali servite a bordo, visite guidate al Sacro Monte e alla città, eventi nelle strade e nelle piazze principali di Varallo. Insomma: la partenza e l’arrivo del Treno è sempre occasione di festa!
Per maggiori informazioni e la prenotazione del viaggio si può consultare il sito dell’Associazione Museo Ferroviario Valsesiano.

Il Museo offre la possibilità di osservare alcune macchine a vapore impiegate nella filiera della lavorazione del cotone, tra le più grandi d’Europa. L’impiego delle macchine attualmente oggetto di musealizzazione risale all’impianto di una manifattura cotoniera, voluta negli anni ’70 dell’Ottocento dal tedesco Eugenio Bauer. Il Bauer venne coordinato e aiutato dal valsesiano Giulio Axerio nella ricerca di salti d’acqua in Varallo, presso i quali posizionare la manifattura. Nata entro il 1877, la manifattura seguì alterne ma convincenti vicende di produzione fino all’adozione delle macchine a vapore realizzate dai fratelli Tosi di Legnano ed entrate in funzione entro il 1901. Lo stabilimento, nel momento della sua massima espansione, occupò circa 800 dipendenti ed era completo delle strutture per ospitare gli operai oltre a un asilo, terreni da coltivazione e allevamento – una sorta di villaggio autosufficiente all’interno di Varallo.
Il Museo si compone di tre grandi aree: la Sala centrale, dove sono posizionate le macchine a vapore; l’area dei macchinari aggiunti negli anni ’30 del ‘900; l’area delle macchine moderne attualmente in uso.
Nel complesso, si tratta di un peculiare excursus sulla storia dell’industrializzazione varallese e valsesiana oltre che un approfondimento sulle tecniche di produzione energetica e dei fabbisogni sociali.

Scheda Tecnica

TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE:

  • Tipologia di interesse: ambientale, culturale, storico
  • Difficoltà: (T) Semplice
  • Accesso ai disabili: SI
  • Periodo: tutto l’anno
  • Incontro con la Guida e organizzazione logistica definiti in fase di prenotazione del tour

Prenota qui l'itinerario guidato sull'Archeologia dell'Ottocento

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