BETTOLE

Don Luigi Ravelli riporta che, per tradizione, il nome deriverebbe dalla presenza di un’antica osteria oppure, più probabilmente, dalla presenza di battole o battitoi per ridurre in polpa gli stracci destinati alla produzione della carta.

Bettole si sviluppa lungo due file di casali accanto alla strada provinciale, sulla confluenza tra il torrente Strona di Valduggia che si getta nel Sesia. Nei pressi della congiunzione sta il Ponte di san Quirico, luogo storicamente molto importante per la storia della Valsesia perché considerato vero e proprio ingresso al territorio. Da sempre questo piccolo borgo è l’appendice di un ricco e ampio avamposto produttivo composto di opifici e fornaci sviluppato lungo il corso del torrente Strona, in direzione Valduggia; nell’area di Bettole si trovano il “molino da cereali” del Dellabianca e la Cartiera, nata verso il 1792 da una società costituita tra Giovanni Antonio Molino di Mollia e Giuseppe Dellabianca di Campertogno, in località Baraggione. La storia della Cartiera prosegue tra varie vicende (come le alluvioni che la danneggiano nel 1834 e nel 1836) e con vari passaggi gestionali tra i quali quella condotta da Michele Carmellino (1822-74) e dai Sezzano a partire dal 1886. Si segnala anche la fonderia di ferro di Stefano Ottone, esistente sin dal 1748.

Tra le case a cortina, affacciate sulla strada con passi carrai voltati, corti pavimentate in ciottoli di fiume, antichi portoni, locali ad uso stalla e fienile conservati verso il lato del fiume, si vedono splendidi palazzotti con loggiati e gallerie. Nel mezzo del villaggio si trova la chiesa, dedicata a sant’Antonio Abate, una struttura semplice, anticipata da un gradevole sagrato raccolto attorno alla facciata dalla forma a capanna, ritmata da due nicchie, nelle quali si trovano le statue settecentesche di san Grato e san Gaudenzio, due finestrelle mistilinee, l’affresco centrale che raffigura il santo titolare, e la finestra alta in mezzo al timpano. All’interno, nella cappella dedicata alla Vergine si trovano affreschi settecenteschi di Lorenzo Peracino di Cellio con le figure di san Francesco e santa Lucia. In sacrestia si conserva un bel dipinto di una Annunciazione, proveniente da altro oratorio, opera di Pier Francesco Gianoli (1663). Di certo la lavorazione che attira maggiormente l’attenzione è quella delle decorazioni in stucco: numerosissime ed eleganti, fanno da cornice al paliotto d’altare in stucco, un particolare genere di produzione diffuso tra Sei e Settecento.

Davanti alla chiesa si trova la Scuola (1919): voluta dal benefattore Angelo Ottone con un cospicuo lascito testamentario, è dotata di volumi moderni e una torretta con orologio. Sulla facciata stanno i dipinti di Carlo Gaudina con figure che richiamano, stilisticamente, l’epoca del fascio. Angelo Ottone si era occupato, in precedenza, di realizzare l’acquedotto del paese (1926)

Uscendo dal paese, dirigendosi verso Borgosesia, si guadagna la strada carrozzabile per le frazioni del Monte Fenera: la chiesa dedicata a san Gaudenzio, posta sotto il viadotto ferroviario, introduce un nuovo percorso.

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