CAPPELLA DI SANT’ANTONIO A GRIGNASCO

Immersa tra i vigneti dei colli di frazione Casa Negri, la cappella dedicata a sant’Antonio è sicuramente una delle testimonianze artistiche più interessanti di Grignasco. Si tratta di una piccola cappella agreste, posta sul sentiero che sale verso il monte Lovagone, e che fu probabilmente commissionate da importanti famiglie del posto (Negri e Massarotto).

Un portichetto immette nell’arcata ogivale dell’ingresso e, da qui, si entra in un vano piccolo, sempre voltato a ogiva e dotato di abside non profonda. L’aspetto straordinario del sito è il ciclo pittorico che lo riveste all’esterno, ormai pur ammalorato e, soprattutto, all’interno.

All’esterno sono ancora visibili:

  • nella parete sud san Genesio (1539) e sant’Antonio abate sui contrafforti; al centro, invece, sta l’episodio dell’Orazione nell’Orto.
  • in facciata san Cristoforo e san Bernardo di Aosta; sul timpano alcune decorazioni floreali.

È possibile che l’affresco raffigurante sant’Agata e sant’Erasmo (1527) strappato nel 1933 e posto attualmente nell’Archivio comunale venga dalla parete esterna nord di questa cappella.

All’interno si trovano:

  • a destra l’episodio della Salita al Calvario, in alto; l’Ultima Cena, in basso.
  • a sinistra l’Adorazione dei Magi, in alto; tre immagini più piccole, di cui la prima non è leggibile ed è seguita da una possibile Resurrezione e la Flagellazione, in basso.
  • in abside sta la Natività con san Giulio e la beata Panacea.
  • nell’arcata absidale, sopra la mensa d’altare, si riconoscono i tre momenti legati alla Crocifissione (arrivo, morte con episodio della lancia con la spugna imbevuta di aceto, Deposizione); in basso nel lato sinistro si trovano sant’Agata e san Rocco; in basso nel lato destro si trova san Luguzzone che fa l’elemosina al povero e san Sebastiano. Sotto la mensa dell’altare si trovano altri lacerti di affreschi che fanno intuire figure di santi tra i quali un vescovo ma sono veramente difficili da interpretare.

Gli studiosi attribuiscono la realizzazione degli affreschi a mani diverse ma identificano uno stesso ambito culturale, quello della bottega di Angelo de Canta, già attivo a Grignasco nella chiesa di santa Maria di Bovagliano e di santa Maria delle Grazie. Tuttavia resta innegabile come gli affreschi della cappella agreste non abbiano la stessa forza espressiva di altre rappresentazioni curate dal maestro.

Osservando un punto degli affreschi, in particolare l’episodio della Deposizione, si nota la presenza di un intonaco affrescato sottostante: un indizio di rimaneggiamento della cappella, magari ingrandita nel corso del Cinquecento; oppure di una precedente campagna decorativa poi otturata da quella cinquecentesca.

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