CHIESA DELLA MADONNA DEL CARRETTO

Guadagnando il paese si è attirati da una chiesa dalle sobrie linee architettoniche accompagnata da una cappella ottagonale riccamente stuccata. La chiesa, alle porte del paese, è dedicata alla Beata Vergine Annunciata. Tuttavia è popolarmente conosciuta come Madonna “del carretto” in riferimento all’antica strada carraia percorsa dai commercianti con il carretto delle merci diretti verso la Valsessera, e viceversa.

Eretta nel 1669 per disposizione del curato don Giovanni Traversino, terzo parroco di Guardabosone, la chiesa fu ultimata entro il 1679. Il disegno progettuale e l’intero apparato decorativo è di Carlo Rocco Gilardi, maestro nativo di Campertogno. La sua firma si trova sul muro della chiesa. L’esterno della chiesa, rimasta quasi grezza, concentra le rifiniture sulla liscia facciata a capanna, scandita da un cornicione marcapiano, un timpano segnato al mezzo da una finestra ellittica, due nicchie per sculture (ora vuote) e un piccolo affresco raffigurante l’Annunciazione sopra la porta d’ingresso.

All’interno l’edificio, dalla pianta a croce latina, è caratterizzato da fitte ed eleganti decorazioni in stucco: cornicioni, fascioni con motivi a girali, piccoli putti, arazzi, capitelli, festoni e cornici che inquadrano gli affreschi e, ancor più, le ritmiche geometrie poste sulle lesene che scandiscono la navata e l’area absidale. Gli stucchi completano e accompagnano le decorazioni pittoriche in maniera equilibrata ma conferiscono, nel complesso, una precisa sensazione di tripudio. Il visitatore osserva poi gli altari, opere altrettanto ricche e significative: quelli laterali sono realizzati in stucco dipinto e dorato e sono caratterizzati da colonnine tortili laterali, timpano spezzato nella parte alta, nicchia centrale; quello posto in altar maggiore è realizzato, invece, in legno scolpito dorato e dipinto (purtroppo mutilo di alcuni pezzi) con la statua della Vergine adagiata nella nicchia, anch’essa in legno dorato e dipinto. La cappella laterale destra è dedicata a san Giuseppe mentre quella di sinistra ospita una recente tela raffigurante i santi Anna e Gioachino con Maria bambina, pertanto è ipotizzabile una generica dedicazione a Maria.

Sul sagrato esterno si trova la magnifica cappella ottagonale, riconosciuta come monumento nazionale. Spesso la cappella è scambiata come una tradizionale cappella ossario ma, in questo caso, non è così: fu costruita, anzitutto, per conservare un pilone affrescato più antico, probabilmente già sul posto entro la fine del Quattrocento e nel quale si riconoscono gli affreschi raffiguranti l’Annunciazione, il Cristo morto, la Vergine in trono con il Bambino, sant’Antonio Abate e un altro santo. Gli affreschi vengono attribuiti alla bottega di Tomaso Cagnola. Nel Seicento si decise per la modifica della struttura. Ad ispirare i lavori sarà un fatto d’arme avvenuto nei dintorni: il 31 gennaio 1617 combatterono, contrapposti, i soldati sabaudi di Amedeo e Tommaso in difesa del Principato di Masserano, di cui Guardabosone era parte, e quelli spagnoli dell’area valsesiana, alleata a Milano, guidati dal nobile Castellano don Sancho de Luna y Rosas. La morte in battaglia del Castellano ispano milanese mosse l’erezione dell’attuale cappella. Ecco quindi l’aggiunta della decorazione in stucco sia attorno al pilone quattrocentesco che a scandire il perimetro interno della cappella.
Le decorazioni sono attribuite al luganese Luca Corbellino e raffigurano l’Annunciazione (in alto), putti che sorreggono una corona centrale dalla quale si diparte un tendaggio rosso a incorniciare altri putti tra foglie, fiori e, in basso, le statue di San Grato (a sinistra) e san Bernardo (a destra). Un tettuccio con coppi e loggiato ligneo coprono la cappella dall’esterno nella quale sono state apposte altre decorazioni in stucco (putti e festoni) tra le finestre ellittiche, così da riprendere la finestra ellittica posta nel timpano della facciata della chiesa.
Dall’esterno si apprezza la notevole partitura della pianta ottagonale della cappella: non si tratta di un ottagono perfetto quanto, piuttosto, di un “ottagono ellittico” (alcuni lati sono più corti) quasi a voler seguire la fisionomia delle finestre. La base, invece, è caratterizzata da quattro grandi arcate.

Chiesa della Madonna del Carretto
Chiesa della Madonna del Carretto
Chiesa della Madonna del Carretto

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