L’ABATE ANTONIO CARESTIA (1825 – 1908)

IL PERSONAGGIO: L’ABATE ANTONIO CARESTIA (1825 – 1908)

Di origine Walser, l’abate fu un valente alpinista e erborista. Durante le escursioni compiute nell’arco della sua vita potè studiare e approfondire le particolarità della flora alpina, catalogando 25mila specie botaniche, compresi esemplari nuovi e rari, che confluirono nel suo “grande erbario”, in parte donato all’Orto Botanico di Torino, alla Pinacoteca di Varallo (Museo di Scienze Naturali Calderini) e al Museo Erbario “Carestia – Tirozzo” di Fobello dopo la sua morte.

La sua “Monografia del Corno Bianco” (1869) gli valse la nomina a membro onorario del CAI. A lui venne intitolata la Punta omonima (Corno Rosso / Rothotn, tra Valsesia e Colle del Lys) e il Rifugio costruito sull’alpeggio delle Pile in sostituzione del vicino punto d’appoggio del Rissuolo diventato pericolante (nella foto sottostante).

SOPRA: L’abate Antonio Carestia in un ritratto dell’epoca. SINISTRA: Il Rifugio Antonio Carestia in Val Vogna inaugurato nel 1995.

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