PREMIO LANCIA – ALBO DEI PREMIATI

I EDIZIONE - 1996

Paolo Cantarella

Motivazione

Già Amministratore Delegato della Fiat, uomo di grande intuito e capacità che ha saputo raccogliere la sfida dell’innovazione e della ricerca.

Nato a Varallo Sesia, Paolo Cantarella si è laureato al Politecnico di Torino ed ha iniziato la sua attività lavorativa nel settore della componentistica per auto.
Entrato alla Fiat nel 1977 nello stesso settore, ha assunto nel 1980 la carica di assistente dell’amministratore delegato della Fiat con l’incarico di coordinamento industriale intersettoriale del gruppo.
Diventato amministratore delegato della Comau – la società del gruppo Fiat che si occupa di automazione dei sistemi di produzione – nel 1983, nel 1989 entra nel ‘cuore’ del gruppo, diventando responsabile della divisione approvvigionamenti e distribuzione di Fiat Auto.

Nel febbraio 1990 diventa direttore generale della Fiat Auto mentre, il 17 dicembre dello stesso anno, viene nominato amministratore delegato del settore auto di tutto il gruppo. In questo ruolo Cantarella è uno dei maggiori artefici del programma di rinnovamento della gamma della casa torinese, ed è considerato il “padre” della ‘Punto’ e di ‘Bravo’ e ‘Brava’, vincendo, per due anni consecutivi, il riconoscimento di “auto dell’anno”.
Alla carica di amministratore delegato del gruppo torinese viene nominato il 14 dicembre del 1995, quando prende il testimone da Cesare Romiti, che ne diviene presidente.

Considerato un rappresentante di quella generazione di cinquantenni che si affermò al vertice di Corso Marconi a metà anni ’90 in quella che fu definita la ‘rivoluzione manageriale, Cantarella ha in seguito guidato il gruppo torinese con Paolo Fresco.

II EDIZIONE - 1998

Carlo Dionisotti (1908-2008)

Motivazione

Illustre italianista, fra le massime autorità della letteratura italiana e incontestabilmente il maggior storico della nostra letteratura (nato a Torino da famiglia di Romagnano Sesia). Svolse la maggior parte della sua attività universitaria in Inghilterra (Oxford e  Londra), ma era solito trascorrere lunghi periodi nella casa di famiglia a Romagnano.

Nato a Torino nel giugno 1908 da famiglia di Romagnano Sesia, si laureò in lettere nel 1929, allievo di Cian e vicino a Santorre Debenedetti e Ferdinando Neri. Insegnò all’Università di Torino fino al 1941, collaborando con Natalino Sapegno fino al 1946. Svolse la maggior parte della sua attività universitaria in Inghilterra, divenendo lettore di italiano ad Oxford e docente al Bedford College di Londra, ma era solito trascorrere lunghi periodi nella casa di famiglia, Villa Eugenia, a Romagnano Sesia.
Carlo Dionisotti è incontestabilmente il maggior storico della nostra letteratura. La sua impronta è sensibile in quasi tutti i punti nodali della nostra storia letteraria, in particolare del Quattrocento e Cinquecento. La singolarità della sua figura sta nell’aver costituito un ponte fra il “metodo storico” ed una nuova storiografia. Ciò che realmente colpisce, negli studi di Carlo Dionisotti, oltre all’ampiezza e all’esattezza delle prospettive storiche, è il respiro di un metodo in cui si fondono con sorprendente naturalezza l’esigenza erudita, il rigore filologico, una vasta e solida cultura, una forte sensibilità civile ed un gusto fermo e sicuro per la poesia, i suoi echi, le sue cadenze.

Il progresso è fatto di verità e di onestà, oltreché di libertà e di giustizia. Carlo Dionisotti

III EDIZIONE - 2000

Dino Piero Giarda

Motivazione

Ha dimostrato il suo profondo attaccamento alla Valsesia riuscendo ad aggregare tutte le forze istituzionali e finanziarie per l’avvio e l’attuazione del progetto “Monterosa 2000”, concretizzando così le pluriennali aspirazioni dei valsesiani».

Appassionato della Valsesia, frequentatore assiduo dall’estate del 1970 di Alagna e della Valle d’Otro, il prof. Giarda si é dedicato alla promozione di una iniziativa economica attraverso la Società Monterosa 2000 per realizzare il collegamento intervallivo tra la Valsesia e la Valle di Gressoney, un progetto che é scritto nella tradizione delle aspirazioni valsesiane.
L’iniziativa ha comportato il coinvolgimento degli enti locali e delle istituzioni valsesiane e della provincia di Vercelli.

Il progetto si é realizzato in un clima e in uno spirito di collaborazione che ha coinvolto molti anche dei più piccoli comuni della Valsesia con uno spirito unitario per la realizzazione di un’idea comune.
L’attività del prof. Giarda é stata essenziale per ottenere il coinvolgimento della Regione Piemonte, prima nelle procedure di finanziamento dell’opera attraverso i fondi dell’Unione Europea, poi attraverso la predisposizione di un disegno di legge regionale che é stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale.
In sintesi, un non Valsesiano di origine, ma Valsesiano di adozione, che ha portato, in Valle e fuori della Valle, concretezza e operatività su un progetto che, senza la sua tenacia, non si sarebbe forse realizzato.
Il collegamento intervallivo, ora in corso di realizzazione, non é ancora compiutamente finanziato ma le due Regioni, Piemonte e Valle d’Aosta, hanno -per gli stimoli portati dal prof. Giarda- siglato un protocollo d’intesa sul merito del completamento del collegamento.

IV EDIZIONE - 2002

Enzo Barbano

Motivazione

Eminente storico, pubblicista, scrittore e insigne studioso della Valsesia, ha dato nell’arco della sua vita una delle più importanti testimonianze culturali e storiche riguardanti la sua valle.

Nato a Varallo, laureato in Legge nel 1955 all’Università Cattolica, avvocato a Varallo e a Vercelli Enzo Barbano ha dato nell’arco della sua vita una delle più importanti testimonianze culturali e storiche riguardanti la sua valle. Oltre che all’avvocatura si è dedicato con passione a molteplici attività: è stato docente, preside, pubblicista, scrittore, storico e uomo politico. Come politico, seguendo la tradizione famigliare (il padre avv. Nino era stato tra i primi aderenti al Partito Popolare di Casale), ha militato nell’area cattolica, anche con importanti incarichi in Valsesia e a Vercelli, e la sua posizione fu quella che potremmo definire di un cattolico liberale.

Ha avuto vasti interessi culturali e, come storico, doti e meriti rilevanti. Ha effettuato ricerche accurate sia su inesplorati fondi archivistici, sia su neglette pubblicazioni giornalistiche, sia ritrovando con pazienza le ultime testimonianze orali di avvenimenti altrimenti destinati all’oblio: il suo archivio personale è colmo di appunti, diari, documenti e materiali inediti. Ha scritto libri importanti, molti dei quali ebbero notevole successo, in stile giornalistico e non pedantemente accademico, con un frequente ricorso all’aneddoto ma sempre basati su ricerche approfondite e rigorose. Ha saputo scrivere di avvenimenti anche recenti senza lasciarsi guidare dalle ideologie dominanti e restando, nell’umanamente possibile, “al di sopra delle parti”, sine ira et studio, ed è questo il più grande riconoscimento che si possa fare a uno storico. Con la novità e la piacevolezza dei suoi scritti ha contribuito anni or sono a rilanciare il gusto degli studi storici locali, da molto tempo, con alcune eccezioni, trascurati. Il suo interesse appassionato e sofferto alle vicende umane ne ha fatto in Valsesia un testimone del passato e del presente.
Nell’ambito della vasta saggistica di Enzo Barbano, tralasciando ovviamente i numerosissimi scritti su riviste culturali e su periodici, le brevi biografie su personaggi locali e le diverse presentazioni e introduzioni di opere valsesiane, ricordiamo alcuni fra i libri più interessanti ed impegnativi.

Preceduta da due brevi pubblicazioni (una sul brigante Bangher e l’altra sugli aviatori valsesiani), la sua prima opera di vasto respiro, editata nel 1967, fu la Storia della Valsesia. Età contemporanea 1861-1943 (con prefazione di Carlo Guido Mor), che copriva anni di grande interesse per gli avvenimenti valsesiani mai prima di allora raccontati. Ebbe un grande successo e fu seguita nel 1976 da L’occupazione austriaca della Valsesia nel 1849 (con prefazione di Alessandro Galante Garrone), dettagliatissima e faticosa ricerca su un avvenimento storico pressoché sconosciuto.

Del 1982 è Lo scontro a fuoco di Varallo del 2 dicembre 1943, ricostruzione precisa ed esemplare del primo scontro in Valsesia tra forze partigiane e forze fasciste. Cenere di coriandoli, libro sul carnevale varallese, splendido per completezza di ricerca e apparato iconografico, venne completato, in anni precedenti ma stampato nel 1984. Del 1985 è Il paese in rosso e nero. Diario 1943-45, ricordi di adolescenza in Varallo nel tragico periodo della repubblica di Salò con in calce una cronologia sulla guerra di liberazione in Valsesia. Del 1991 è In nome di Sua Maestà. I cento anni e cento giorni del Tribunale di Varallo. 1823-1923, dettagliata ricerca sulla storia della magistratura valsesiana nell’ambito del generale contesto storico.

Nel 1992 venne pubblicato “All’Osteria del Lupo. Vita e opere di Cesare Frigiolini”, opera omnia del più celebrato poeta dialettale valsesiano, con nuove notizie biografiche e poesie inedite. Il libro Bangher il bandito e altre storie. Un secolo di vita valsesiana del 1997, raccoglie numerose pubblicazioni già comparse in anni precedenti su riviste o giornali in un interessante quadro di vita valligiana.

V EDIZIONE - 2004

Silvio Mondinelli

Motivazione

Alpinista di fama internazionale, Guida alpina e Soccorritore della Guardia di Finanza, per le sue meritorie imprese di soccorso e per la dedizione alle opere umanitarie per le popolazioni del Nepal.

Nasce a Gardone Val Trompia, in provincia di Brescia. E’ degno figlio di questa terra concreta e operosa, dove lo spazio per i sogni è scarso e dove l’infanzia dura troppo poco. Nel 1976 entra alla Scuola Militare Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo. Il 1977 lo vede a Passo Ralle al Corso Multistagionale che gli conferisce la preparazione adeguata per operare come Soccorritore. Dal 1978 presta servizio presso la caserma della Guardia di Finanza di Alagna. Nel 1981 diventa Guida Alpina e, dal 1987 al 1991, opera come istruttore delle Guide Alpine.

Conta al suo attivo circa 200 vie classiche dell’arco alpino, tra cui diverse prime salite, oltre a prime ripetizioni invernali. Il Monte Rosa è entrato a pieno titolo nel suo cuore. E’ la sua palestra, il suo istruttore, l’amico difficile e ribelle di cui non si può fare a meno, anche a costo di violenti litigi.

Nel Continente Americano ha conquistato nel 1984, dalla parete nord, il Puscanturpa, 6090 m.
Dieci anni dopo è sulla vetta del Mc Kinley 6194 m. Il motivo di quella spedizione non è la vetta ma il recupero del corpo di Gianni Calcagno da alcuni anni esposto alle ingiurie degli elementi.
Nel 1997 tocca all’Aconcagua, 6959 m. La parete sud del Manaslu, 8156 m., è raggiunta nel ’93.
Nel 1994 tocca al Lhotse, 8596 m. E’ il 1996 l’anno in cui Mondinelli calpesta la vetta dello Shisha Pangma, 8013 m. L’anno seguente tocca al Cho Oyu, 8201 m. Durante la discesa, subito sotto la vetta, salva la vita ad un alpinista italiano, probabilmente abbandonato dai suoi.

Nel 2000 interrompe il suo secondo tentativo per raggiungere la vetta dell’Everest. E’ sfinito. Tre salite fino a quota 8600 m. l’hanno svuotato di ogni energia, soprattutto l’ultima per andare a recuperare una ragazza in pericolo. La raggiunge, la trascina fino al Campo Base Avanzato. La ragazza presenta gravi danni da congelamento ma è salva. Questo sforzo gli impedirà ulteriori tentativi.
In soli cinque mesi nel 2001 raggiunge la vetta dell’Everest, il tetto del mondo, 8848 m. il Dhaulagiri, 8156 m., il Gasherbrum I e II, rispettivamente di 8068 m. e 8035 m. La salita sul Makalu, 8475 m., arriva nel 2002.
Nel 2003 apre una nuova via sul Kanghenjunga, 8603 m e nello stesso anno è per la seconda volta sullo Shisha Pangma.

Tutte le salite sono state effettuate senza ossigeno ma non è questo che contraddistingue Silvio Mondinelli. La sua diversità sta nel fatto che sa abbassare lo sguardo fino a terra, dove vivono gli uomini, dove soffrono, dove piangono ma continuano a vivere, in compagnia della povertà e dell’ignoranza. Per questo Mondinelli avvia un progetto in Nepal, concepito assieme all’amico Renato Andorno, purtroppo scomparso, per la costruzione di una scuola elementare a Namche Bazar a 3450 metri, nella Valle del Khumbu. La scuola viene inaugurata nell’ottobre del 2000. Ora circa 80 bimbi la frequentano.

E’ uno dei fondatori dell’Associazione “Amici del Monte Rosa Onlus” che attualmente è impegnata nella realizzazione di un piccolo ospedale di Pronto Soccorso, con possibilità di brevi degenze, a Malheku, tra Pokhara e Kathmandu. In ogni spedizione non ha mai dimenticato lo spirito romantico dell’alpinismo, privo di cinismi ed egoismi, spirito nel quale trova posto solo il rispetto per la montagna e per se stesso. Forse per questo il suo soprannome, conosciuto in tutto il mondo, non solo alpinistico, è “Gnaro” (bambino), perché con l’ingenua freschezza dei sentimenti dell’infanzia affronta le situazioni più difficili.

Il “Gnaro” che c’è in lui è la molla che lo ha spinto e lo spinge ad atti di grande solidarietà umana.

Perché un bambino non calcola mai ma agisce con cuore.

VI EDIZIONE - 2006

Sergio e Pier Luigi Loro Piana

Motivazione

Attraverso la dedizione alla professione, l’innovazione e la ricerca della qualità senza compromessi legati ad una lucida visione internazionale degli affari hanno permesso a “Loro Piana” di diventare una marchio del Made in Italy sinonimo di qualità riconosciuta in tutto il mondo.

Sergio Loro Piana

Nei primi anni ’70 inizia la sua attività professionale nell’azienda paterna. Nel 1975 assume la direzione operativa dell’azienda, diventando Amministratore Unico e poco dopo Amministratore Delegato con il fratello Pier Luigi. Nel 1980, dopo la scomparsa del padre, ne assume anche la rappresentanza ufficiale diventando Presidente, carica che viene ricoperta alternativamente con il fratello Pier Luigi ogni tre anni. Dal 1996 è stato Consigliere della Banca Popolare di Novara e dal 1° giugno 2002 Consigliere del Banco Popolare di Verona e Novara. È stato anche Membro del Board Internazionale del Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti. Dal 1999 al 2001 è stato Vice Presidente dell’Unione Industriali del Vercellese e della Valsesia e dal 1980 al 1982 Membro della Giunta di Confindustria. Uno dei fondatori di Ideabiella, ne è stato Presidente dal 1981 al 1987. Nel 1994 viene nominato Cavaliere del Lavoro e nel 1995 ha ricevuto il Premio Leonardo insieme al fratello Pier Luigi, riconoscimento con l’Alto patronato del Presidente della Repubblica che viene assegnato annualmente alla personalità, italiana o straniera, che ha dato il massimo contributo al prestigio dell’immagine dell’Italia nel mondo.

Pier Luigi Loro Piana

Nel 1975 si laurea in Economia e Commercio all’Università Luigi Bocconi di Milano. Nello stesso anno inizia a lavorare nell’azienda di famiglia, diventando nel 1980 Amministratore delegato con il fratello Sergio con il quale si alterna, ogni tre anni, alla carica di Presidente. Vice Presidente nel 2001 dell’Unione Industriale del Vercellese e della Valsesia e Presidente nel 2005 di Ideabiella, è stato Membro del Sistema Moda Italia, dell’Australian Superfine Wool Growers Association e dal 1984 del Comitato esecutivo del CCMI (Cashmere and Camelhair Manufacturers Institute).
Ha ricoperto la carica di Presidente del Settore tessile dell’Unione Industriale del Vercellese e della Valsesia. Nel 1995 ha ricevuto insieme al fratello Sergio il Premio Leonardo.

VII EDIZIONE - 2008

Ovidio Raiteri

Motivazione

Per l’esemplare attaccamento alla montagna per la quale si è prodigato sotto ogni aspetto, in umile silenzio, ma con la determinazione di chi crede nelle virtù dell’alpe, nella salvaguardia e nel recupero dei valori che ad essa appartengono.

Nasce a Borgosesia. Dopo le elementari si iscrive all’Istituto Tecnico “Guglielmo Marconi” per poi proseguire gli studi di Ragioneria a Novara presso l’Istituto Mossotti. Conseguito il diploma di Ragioniere decide di continuare gli studi all’Università di Torino presso la Facoltà di Economia e Commercio. Intanto la sua passione per la montagna è già più di un germoglio senza peraltro dimenticare gli impegni nei confronti del padre che ha un’avviata attività commerciale di coloniali e affini che lo porta a visitare tutti i comuni della Valsesia e della Valle Strona e di stringere quindi rapporti anche strettissimi con le genti delle vallate ai piedi dei monti.

La morte del fratello Carlo provoca una battuta d’arresto negli studi. Siamo appena dopo la guerra. Per Raiteri l’unico sfogo al dolore è la montagna. Vuoi rimuovere Torino dalla sua memoria. Tutto quanto ha già acquisito non può essere gettato alle ortiche. Ritrova se stesso a Pisa, ospite in un convento. In questa tranquillità consegue la Laurea in Economia e Commercio presso la prestigiosa Normale. Intanto ha conosciuto Luisa Festa Bianchet che con lui condivide la passione per i monti. Il modo di sentire e di affrontare la vita è il medesimo. Nel 1952 si sposa. Arriveranno a riempire la casa Monica, Carlo, Manuela, Anita e Mattia. Luisa, diplomata al Conservatorio, insegna. Ovidio Raiteri prende in mano le redini della ditta del padre ma appena è possibile calza gli scarponi, affardella lo zaino e parte per le vette. Gli sono maestri Franco Barchietto e Adolfo Vecchietti.

Nel 1945 è tra i fondatori della Sottosezione del CAI di Borgosesia che raccoglie, fin da subito, circa 200 soci. Il rifugio del Tovo vede la luce, anche, grazie a Raiteri.

Nel 1954 Raiteri, con altri pionieri, costituisce il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino. E’ un momento epocale, per la prima volta, il territorio nazionale ha una copertura per il recupero di chi è in difficoltà in montagna.
Grande organizzatore, dirige splendidamente le varie Stazioni, creando una coesione tra gli operatori che ha dell’incredibile. Per 26 anni rimane alla guida della Delegazione Valsesia Valsessera andando anche a ricoprire, sotto la presidenza Toniolo, la carica di Vicepresidente Nazionale.

Nel 1959 si adopera, in Alagna, per la nascita dell’Associazione Amici delle Guide con lo scopo di valorizzare, far conoscere ed apprezzare la professionalità delle Guide Alpine della Valsesia.
Bisogna attendere il 1964 per vedere realizzata un’altra idea di Raiteri. Sul Monte Tovo viene inaugurato l’Altare di Roccia costruito con le rocce provenienti da tutti i monti d’Italia. Su questo stesso altare nel mese di ottobre di ogni anno viene celebrata la Messa in occasione della Cerimonia della Benedizione dei Ceri a ricordo di tutti i Caduti in Montagna. Ovidio Raiteri non si ferma. Il suo infinito amore per la montagna non tollera di vedere rovinate dagli insulti del tempo e dall’incuria degli uomini i numerosi piccoli monumenti d’arte e di fede che costellano le vallate valsesiane. Promuove e battezza allora “Montagna Antica-Montagna da Salvare”. E’ il 1973.
Nel corso del 1982 Raiteri rispolvera il “Rosario Fiorito” che aveva visto la luce nel 1600 ma che con i primi anni del Novecento era andato a morire. Non è soddisfatto. La montagna va fatta conoscere ed apprezzare. Si prodiga dunque con “I Sentieri dell’Arte” di conservare e divulgare, su larga scala, tutti gli interventi effettuati per la salvaguardia del patrimonio montano. Oggi gli itinerari sono dieci.

Istituisce, con un gruppo di amici, il Premio “Fabbriciere di Montagna” per sottolineare l’impegno prezioso di coloro che si prendono cura delle chiese, delle cappelle e degli oratori sugli alpeggi remoti.
Ogni anno al Col d’Olen promuove la Messa a ricordo dei Portatori, mitiche insostituibili figure di un alpinismo romantico.
Raiteri rappresenta l’esempio emblematico di chi, silenziosamente, fa la traccia nella neve, senza mai alzare la testa con la grande umiltà che solo le anime cristalline come l’acqua di roccia posseggono.

VIII EDIZIONE - 2010

Max René Cosotti

Motivazione

Considerato, fina da giovanissimo, la più bella voce del territorio valsesiano, artista versatile ed eclettico, capace di abbracciare ruoli di natura diversa, che nei 40 anni della sua brillante carriera, con arte raffinata e intelligente, ha portato sulle scene dei più prestigiosi teatri d’Europa il nome della Valsesia, riempendo di orgoglio gli appassionati della lirica e del bel canto e dimostrando che la nostra terra è capace di generare  uomini che, grazie alla loro professionalità, sanno trasmettere ancora grandi emozioni.

Nato a Varallo Sesia – ha studiato canto a Milano con Aldo Azzari. Nel 1969 vince il concorso As.Li.Co. e, dopo averne seguito i corsi di formazione, debutta al Teatro Grande di Brescia in Rigoletto. Successivamente è invitato a far parte dei “Cadetti della Scala” cui resta legato per tre anni partecipando all’esecuzione de Il Convitato di Pietra di Gazzaniga alla Piccola Scala. Nel 1974, dopo aver vinto il Concorso di Genova e il “Toti dal Monte” di Treviso, partecipa alle produzioni di Rigoletto al Politeama Margherita di Genova e La Bohème al Comunale di Treviso.Nel 1975 inaugura il Festival dei Due Mondi di Spoleto con il Don Pasquale di Donizetti con la direzione di Thomas Schippers e la regia di Giancarlo Menotti. L’anno successivo è al Festival di Glyndebourne per una nuova produzione di Falstaff (regia di Pierre Ponnelle, direttore Sir John Pritchard). Al prestigioso festival inglese torna per sette stagioni consecutive: Il ritorno di Ulisse in patria, Così fan tutte, Il Barbiere di Siviglia, ecc.

Artista versatile ed eclettico, ha affrontato il repertorio barocco, francese (Werther, Manon, Les pêcheurs de perles, Lakmé, Dinorah), italiano (L’elisir d’amore, La Sonnambula, La Cenerentola, Il matrimonio segreto), l’operetta (Il pipistrello, La vedova allegra, Orfeo all’inferno) e contemporaneo. Nel 1992 gli è stato conferito il Premio Abbiati della critica musicale italiana per la sua interpretazione del Nano ne Il compleanno dell’Infanta di Zemlinsky, al Teatro Verdi di Trieste.In queste ultime stagioni si è specializzato nei ruoli tenorili di carattere: l’Incredibile in Andrea Chénier, Triquet in Eugenio Oneghin, il maestro di ballo in Arianna a Nasso, ecc.

Oltre che in tutti i maggiori teatri italiani – di recente ha partecipato alla reinaugurazione del Teatro Petruzzelli di Bari – ha cantato a Londra, Edimburgo, Parigi, Nizza, Tolosa, Losanna, Berlino, Zagabria, Innsbruck, collaborando con maestri come Sir George Solti, Sir John Pritchard, Zubin Metha, Riccardo Muti, Alan Curtis, Daniel Oren.

IX EDIZIONE - 2012

Franco Vallana

Motivazione

Al quale si riconosce l’attaccamento alla Valsesia, la profondità dei suoi studi e delle sue ricerche e l’indiscusso contributo da Lui dato al progresso della scienza biomedica.

Torinese di nascita ma di famiglia di origine valsesiana, laureato in ingegneria nucleare con incarichi accademici presso la cattedra di Fisica Sperimentale del Politecnico di Torino è oggi uno dei ricercatori più avanzati nel settore delle valvole cardiache artificiali.

E’ titolare, come inventore, di ben 140 brevetti ed ha ricoperto la carica di Presidente e di Amministratore di diverse aziende del gruppo SORIN ed è a Lui dovuta la parte principale della proprietà intellettuale di questo gruppo.
Ha portato alto il nome della Valsesia nel mondo della ricerca scientifica ed in particolare nel campo delle valvole cardiache artificiali oggi di grande attualità contribuendo così a migliorare le condizioni di vita a molte persone.

X EDIZIONE - 2014

Gianluca Buonanno

Motivazione

Per l’impegno civile e per aver rappresentato, con ampio consenso popolare, la Valsesia nei più alti consessi politici.

Eurodeputato, Sindaco di Borgosesia, Pro Sindaco di Varallo e personaggio politico nazionale di chiaro rilievo mediatico, ha svolto a favore della sua Valsesia un ruolo di prima grandezza nei diversi incarichi assunti nelle amministrazioni comunali di Serravalle, Varallo e Borgosesia, nei Consigli della Provincia di Vercelli e della Regione Piemonte e alla Camera dei Deputati dove ha svolto il ruolo di Segretario della Commissione Trasporti; dal 2009 è presidente del Comitato per l’Alpàa di Varallo, evento di spicco dell’estate valsesiana, di cui è  impegnato promotore e convinto sostenitore.
Ha contribuito in modo esclusivo e personalissimo alla formazione della moderna Valsesia politica, grazie alla determinazione del carattere, al coraggio delle scelte, ad un sicuro decisionismo; queste qualità gli hanno permesso confronti politici aperti a 360 gradi e relazioni positive e costruttive, create sempre e solo nell’interesse valsesiano.

In virtù di una fresca e accattivante comunicativa, ha fatto conoscere e risaltare il nome della Valsesia su molte ribalte nazionali, sempre coniugando, con uno stile inconfondibile, impegno politico, lucidità e genialità di idee, capacità di relazione e amore incondizionato per questa terra e le sue innumerevoli risorse ambientali, culturali, turistiche, industriali ed artigianali, di cui continua ad essere instancabile portavoce.

XI EDIZIONE - 2016

Mario Remogna

Motivazione

Gli si riconosce la competente e caparbia volontà di portare ad eccellenza, custodire, salvaguardare e far conoscere l’arte e la cultura valsesiana che suscitano grandi emozioni nelle prestigiose sale restaurate della Pinacoteca di Varallo, della Biblioteca “Farinone Centa” e nel Centro Studi Walser di Rimella.

Nasce a Borgosesia. Dopo la maturità classica consegue nel 1970 la Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Torino e la specializzazione in Pediatria. Colto, informato e ricco di interessi intellettuali, rivolge il suo entusiasmo e la sua attenzione a quel Palazzo dei Musei, tempio della cultura valsesiana, che racchiude le testimonianze più significative e preziose di secoli d’arte e di storia.

Dona, a partire dal 2002, continuando l’opera di mecenatismo avviata dall’Ing. Giorgio Rolandi, alla Società di Incoraggiamento allo Studio del Disegno e di Conservazione delle Opere d’Arte in Valsesia, proprietaria della Pinacoteca varallese, la collezione d’arte ereditata dal padre Giovanni nel 1970. La prestigiosa collezione Remogna, che raccoglie opere comprese tra il XV e il XIX secolo ed annovera centocinque pezzi tra dipinti, sculture, suppellettili liturgiche, mobili ed oggetti riconducibili all’ambito delle arti decorative, è recentemente ospitata in tre sale della Pinacoteca varallese. In contemporaneità dona alla Biblioteca “Farinone Centa” di Varallo il proprio patrimonio librario e un gruppo di opere d’arte, dalle quali prende corpo il “Salone delle Manifestazioni”.

Da oltre dieci anni presiede il Centro Studi Walser di Rimella, portando nella vita associativa del Centro il suo costante e sicuro riferimento operativo, seguendone con zelo i progetti editoriali e coniugando rigore e corretta documentazione con la divulgazione. Sensibile al patrimonio culturale e alle scelte specifiche che valorizzano il territorio, è a tutt’oggi un validissimo membro del direttivo della Società Valsesiana di Cultura di Borgosesia.

cesare ponti

XII EDIZIONE - 2018

Cesare Ponti

Nasce a Sizzano . Nel 1963 consegue la laurea in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano. Da subito affianca il padre Guido nella azienda di famiglia la Ponti S.p.A, fondata dal bisnonno Giovanni Ponti, Giuanin d’la asei, nel 1867. Cesare, insieme al fratello Franco, rappresenta la quarta generazione alla guida della Ponti S.p.A. Fin da giovane è attento ai problemi della montagna e nel contesto del CAI ricopre incarichi di vertice spendendosi per la realizzazione della Capanna Crespi-Calderini all’alpe Bors.

É stato Presidente dell’Associazione Industriali di Novara, Presidente dell’Associazione Europea di Categoria delle Conserve Alimentari di Bruxelles, Presidente della Banca Popolare di Intra e Presidente dell’Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari che raggruppa 14 gruppi merceologici del settore alimentare. Siede nella giunta della Camera di Commercio Industria Artigiana e Agricoltura di Novara. Nell’ambito sociale ricopre la carica di Consigliere della Fondazione Istituto della Provvidenza casa per Anziani Onlus di Ghemme e di Consigliere dell’ANFAAS di Novara.

É stato recentemente confermato alla Presidenza della Fondazione della Comunità del Novarese Onlus. Oltre agli impegni istituzionali in veste del tutto anonima si è preso carico di aiutare situazioni legate al disagio sociale. Come Ditta ha appoggiato progetti come Ev-K2 1954-2004 del CNR. É stato spesso chiamato come Relatore, anche in contesti internazionali, in Convegni e Simposi relativi al settore alimentare. E’ Consigliere di Monterosa 2000 S.p.A, società per la promozione, lo sviluppo e la formazione con sede in Alagna Valsesia. Non ha trascurato il settore dell’accoglienza con investimenti nell’ambito alberghiero in Alta Valsesia.

La sua sensibilità unita ad una discrezione non comune ne contraddistinguono la personalità.

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