Gli anni ’30 in Valsesia

Con la marcia su Roma del 28 Ottobre 1922 il partito fascista salì definitivamente al potere. Dopo aver formato il governo, Mussolini accentrò su di se sempre più poteri sciogliendo nel 1925 i partiti e tutti i sindacati non legati al fascismo. .Intanto la Valsesia nel 1926 fu annessa alla neonata provincia di Vercelli, provocando non pochi malumori..Erano infatti anni di riordinamenti giuridici, con soppressioni e accorpamenti e il cambio di provincia avrebbe peggiorato la situazione. Lo stesso partito fascista locale dovette sottostare a Vercelli e Gallarotti perse alcune sezioni preziose che rimasero sotto Novara.

I vertici del partito fascista stavano cambiando, gli squadristi della prima ora avevano esaurito il proprio compito, quelli ritenuti troppo violenti e scomodi, come C. Gallarotti, furono espulsi dal partito. La nuova classe dirigente fu molto attiva, sorsero ben presto anche in Valsesia parecchie associazioni, sia culturali, assistenziali, non c’era paese che non avesse il suo circolo dell’ Opera Nazionale Dopolavoro. Il partito si preoccupò di inculcare, specialmente ai giovano, la fede fascista, All’ Op. Naz. Balilla del 1927 si affiancarono i fasci giovanili di combattimento del 1930 che confluirono (1937)nella G.I.L.(Gioventù Italiana del Littorio) che era sudduvisa in base all’eta in Figli della Lupa, balilla e balilla moschettieri, avanguardisti, Giovani fascisti/e, piccole fasciste, massaie rurali etc.

L’organizzazione fascista fu molto efficiente e capillare, riuscendo raggiungere e controllare ogni attività civile e tra l’altro qualsiasi gruppo al di fuori del fascismo non sarebbe potuto esistere. Furono varate in quel periodo,prime in Europa,diverse riforme sociali. Tra le più importanti:

  • Istituto nazionale prev. sociale I.N.P.S
  • Istit nazion. Infortuni sul lavorolavoro I.N.A.I.L
  • Riduzione a 40 ore della settimana lavorativa
  • Maternità e tutela sul lavoro donne e bambini
  • Assegni familiari
  • Assistenza ospedaliera e assicurazioni ai disoccupati
  • Riforma della scuola
  • Assistenza a famiglie numerose e altre ancora

Con queste importanti riforme di grande impatto sociale il Fascismo vide aumentare sempre più i consensi e grazie ad una politica all’apparenza più morbida confuse l’ opinione popolare distogliendo l attenzione dalla reale situazione della politica italiana. Con la soppressione di partiti, sindacati d ‘opposizione e della liberta di stampa e grazie ad un abile propaganda di regime quasi nessuno si accorse che l’Italia era ormai una diventata una dittatura! Fu anche dato notevole impulso all’attività sportiva, dallo sci all’alpinismo, dal ciclismo all’automobilismo e alla vita artistica e culturale. Si misero in luce in quel periodo personalità come Aldo Cantone, Carlo Conti per quello che riguarda la cultura e storia Valsesiana Giuseppe Antonini,Giovanni Calderini per la scienza ,senza dimenticare il prof. Luigi Fassò scomparso in quegli anni, tanto per citare solo alcuni nomi.Intanto verso ormai gli anni 40 arrivava a Borgosesia attraverso l’ E.I.A.R la voce di Dea Garbaccio negli anni di suo maggior successo. Per quanto riguarda l’economia parecchie aziende tra cui S.A.M.I.T. Loro Piana, Grober, Manif. Pastore e tante altre in tutti i settori si affiancarono a quelle già esistenti e ci fu una ripresa dell’ industria estrattiva con la rimessa in funzione di vecchie miniere, mentre gli autotrasporti  in Valsesia  e con tutte le altre valli era gestito dalla S.V.A.T ( Soc. Valsesiana Auto Trasporti).

Mussolini intanto si stava avvicinando a Hitler e non nascondeva le sue mire espansionistiche. Nel 1935, con la fusione di Tripolitania e Cirenaica si formò la Libia, nel 1936 con l’annessione dell’Etiopia nacque l’ Impero Italiano che si sarebbe poi allargato nel 1940 con l’annessione dell’ Albania. La nascita dell’Impero dirottò ben presto gli emigrati valsesiani verso Eritrea ed Etiopia. Anche la S.V.A.T. trasferì in Africa automezzi e autisti garantendo il collegamento tra Asmara, Addis Abeba, Massaua e le principali città diventando una delle società di trasporto più importanti. Sorsero anche le “Donne Coloniali ” che garantivano assistenza in questi paesi. Un fatto particolare che dà l’idea di quanti fossero i valsesiani in quei paesi è che nell ‘edicola di G. Coppo ad Asmara fu regolarmente in vendita dal luglio del 1938 il “Corriere Valsesiano“.

Fu anche un periodo in cui nessuna forma di opposizione era tollerata. Esse furono duramente represse con multe e pesanti condanne. Da ricordare alcuni episodi legati all assoc. socialista “Erba “e la condanna per propaganda antifascista del 1931 a persone legate al P.C.I, tra cui Vincenzo(Cino) Moscatelli, nome che diverrà poi molto conosciuto negli anni a seguire. Intanto venti di guerra iniziarono a soffiare. Nel 1940 pensando ad una facile svolta positiva entró in guerra al fianco della Germania. Anche in Valsesia iniziarono ben presto i tempi del razionamento, dei coprifuoco e dei bombardamenti notturni, che negli ultimi periodi, con il peggiorare della situazione bellica, avvennero anche di giorno. Con l arresto di Mussolini il 25 luglio 1943 e l’armistizio dell’8 settembre sembrava dovesse volgere tutto al termine, ma con la sua successiva liberazione per mano tedesca e la formazione della R.S.I sarebbero iniziati periodi altrettanto tragici e la Valsesia avrebbe pagato un alto prezzo in vite umane per la liberazione.

 

 

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