CHIESA PARROCCHIALE DI FERRATE

Si raggiunge questa graziosa chiesina seguendo la strada provinciale che attraversa la Valsermenza.
La comunità di Ferrate, già provvista di una chiesa cinquecentesca con diritti di sepoltura e celebrazione regolare della Messa, ottenne l’autonomia dalla parrocchia di Rimasco nel 1790. La chiesa sorgeva, anche in antico, un poco isolata rispetto al nucleo abitato e a ridosso del torrente Egua. La chiesa parrocchiale è intitolata a Santa Maria Assunta: una leggenda la vuole inizialmente nelle forme di una cappellina contenente l’immagine dell’Assunta, eretta su una giavina a protezione dalla caduta dei massi; un giorno il quadretto venne ritrovato nell’area in piano sottostante alla cappella, venne ricollocato al suo posto ma, anche nei giorni seguenti, il quadretto riapparve fuori dalla sua collocazione, anche dopo che la cappellina venne dotata di inferriata. I frati suggerirono che l’icona stesse mandando un chiaro segno della predilezione della Vergine verso una sistemazione nel piano: per questo si decise di erigere il primo nucleo della chiesa dove oggi la si può osservare.
Nel corso del ‘500 si susseguono i lavori di edificazione che porteranno a dotare la chiesa del portico; un ulteriore ampliamento venne deciso nel 1618 e portò all’erezione della cappella di San Carlo (1622), corredata nel ‘700 dalle sculture dell’Immacolata, di San Vincenzo e Sant’Antonio da Padova in legno dorato; del nuovo abside poligonale (1636); della sacrestia (1641); della cappella laterale intitolata alla Madonna del Carmine (1665) in seguito arricchita da decorazioni plastiche in stucco (immagini di Sant’Elia e Santa Teresa, medaglione con immagine dell’Assunta).
All’interno spiccano le decorazioni seicentesche ad affresco, raffiguranti santi, e l’ancona posizionata sull’altare maggiore, nella quale si notano due dipinti con le immagini di San Giovanni Battista e San Giacomo, di scuola gaudenziana, oltre alla Vergine con il Bambino in braccio al centro. Nel 1690 i documenti citano l’ancona lignea scolpita e dorata dove trovano posto, a partire dal basso: le sculture della Vergine Assunta in una nicchia, San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista, una Natività dipinta posizionata al di sopra e, ai lati, l’Annunciazione, la scultura della Vergine sotto un baldacchino e, sulle colonne laterali, San Giuseppe e Sant’Agata. L’autore di questa preziosa esecuzione resta ignoto ma gli studiosi tendono ad assimilarla, per lo stile, allo scultore dell’ancona centrale nella chiesa parrocchiale di Rossa.
Nella chiesa si trovano anche altre suppellettili lignee di pregio oltre ad una Via Crucis (risalente al 1943 in sostituzione della precedente settecentesca), alla cantoria con l’organo ottocenteschi.

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