CHIESA PARROCCHIALE DI SAN MICHELE ARCANGELO

Si tratta di uno degli edifici più interessanti nel panorama dell’architettura religiosa valsesiana. La chiesa attuale venne costruita a seguito della distruzione della prima chiesa parrocchiale, causata dall’esondazione del torrente Vogna nel 1640. Si decise quindi di utilizzare l’oratorio di Santa Maria, del tardo ‘400, per poter fruire di un luogo di culto più grande: venne quindi ampliato e dotato di un secondo campanile (1661) per poi essere dedicato a San Michele Arcangelo nel 1760. Le tracce della chiesa antica non sono andate del tutto perdute: il campanile basso e la tettoia a mezzo dell’attuale facciata raccontano in modo preciso il rimaneggiamento della struttura.

La chiesa è impreziosita dallo scenografico affresco in facciata, realizzato dalla bottega dei D’Enrico di Alagna tra il 1597 e il 1607. Esso rappresenta il “Giudizio Universale” nella parte centrale e sopra il portone d’ingresso; la “maestà di Cristo” nella parte alta; San Cristoforo con il Bambino nella zona laterale. L’interno, a navata unica con cinque cappelle laterali, è ricchissima di opere d’arte: molti esemplari di scultura lignea e tele dipinte, diversi ex-voto, straordinari altari laterali in legno scolpito, dorato e dipinto, un trittico di scuola vercellese del XV secolo, un bassorilievo di pietra (probabilmente un recupero dalla chiesa antica) e opere in pietra ollare (cappella del fonte battesimale), oltre agli eleganti affreschi decorativi di Carlo Borsetti, e molto altro ancora.

Il tripudio di bellezza delle opere rappresenta efficacemente l’intima e fervente devozione delle genti di montagna testimoniata, ulteriormente, dalla grande quantità di cappelle e oratori posti in ogni dove: lungo i sentieri come nei villaggi, essi accompagnano con immagini salvifiche le fatiche, le paure, le malattie così come le gioie del vivere quotidiano.

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