Eugenio Pol: Maestro d’Arte e Mestiere 2018

I riconoscimenti Mam – Maestro d’Arte e Mestiere 2018 sono stati assegnati nella cornice della Triennale di Milano. 77 quelli consegnati quest’anno mentre 13 i mestieri legati al Gusto e all’Arte dell’Ospitalità.

Ad assegnare i riconoscimenti la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, istituzione privata non profit nata a Milano nel 1995 con il duplice obiettivo di salvare le attività artigianali d’eccellenza dal rischio di scomparsa e di formare nuove generazioni di Maestri d’Arte, in collaborazione con Alma – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, considerata il più autorevole centro al mondo dedicato alla formazione nel campo dell’ospitalità italiana.

Eugenio Pol, dopo essersi aggiudicato il primo posto tra i panettieri artigianali migliori d’Italia negli scorsi anni oggi ha vinto il premio Maestro d’Arte e Mestiere 2018 per la categoria Arte Bianca.

Eugenio, nato a Milano nel 1960, ma con origini veneziane, vive e lavora a Fobello piccolo comune a 873 s.l.m. nella Val Mastallone, una valle laterale della Valsesia. E propio a Fobello, possiede il suo laboratorio, chiamato Vulaiga, la parola che nel dialetto valsesiano designa la prima neve, quei fiocchi che non si posano mai a terra ma continuano a volteggiare. Ricordano un po’ la farina dei suoi pani e la cenere del forno a legna.

Eugenio è il padre del lievito madre, un prodotto naturale ormai in disuso tra i panettieri fin dal Settecento e che lui ha riportato in voga. Pol produce soltanto pani con pezzature da 1,4 a 5 chili, come una volta, che si conservano per molte settimane e sono fatti unicamente con farine di grani antichi: frumento monococco, segale, grano saraceno e avena integrali, macinate a pietra e prive di lieviti aggiunti. Più sani dei pani che siamo abiutati oggi a mangiare, ottenuti con il lievito di birra e che fanno male alla salute.

A testimonianza del suo storico saper fare, Eugenio Pol ha ricevuto una fusione in bronzo, su disegno originale dalla Scuola dell’Arte della Medaglia dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, raffigurante un’allegoria dell’ingegno.

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