GLI AFFRESCHI A PILA

La piccola Pila possiede svariate raffigurazioni pittoriche, sparse qua e là tra le case, spesso piccole nella dimensione ma di straordinaria grandezza per testimoniare la devozione popolare e il piacere “del bello”.
Le immagini, realizzate per lo più con tecnica ad affresco, osservano linee semplici e di immediata comprensione e sono compiute da ignoti maestri locali, considerati artisti di minore rilevanza nel panorama culturale valligiano.
La finalità delle rappresentazioni è quella di assolvere ad una certa “educazione” spirituale dei fedeli, ponendo l’attenzione su esempi di comportamento e di virtù, porgendo un conforto per le fatiche, le malattie, condividendo il ringraziamento e la gioia della vita quotidiana.

Lungo la strada che conduce verso la piccola chiesa parrocchiale si possono notare alcuni affreschi che adornano le parti più antiche delle case: propongono varie raffigurazioni, tra le quali San Giovanni Battista, la Vergine con il Bambino, le anime purganti, la Vergine nera, San Maurizio, san Nicolao e così via; in uno, molto particolare, posto nelle vicinanze del Comune, è raffigurato l’interno della bottega di San Giuseppe, mentre lavora come falegname, Maria intenta a ricamare e i piccoli Gesù e Giovanni che giocano ai suoi piedi.
Altre raffigurazioni, gentili e semplici nelle composizioni, si trovano nelle cappelline poste sui sentieri o nei crocicchi delle strade. Una delle cappelle più interessanti, a livello stilistico, è quella edificata accanto al ponte medievale, poco prima della guardiola. La struttura, con pianta semicircolare composta da coro e abside, coperta di lastre di beole, conserva la raffigurazione centrale della Vergine con il Bambino, rappresentato nel gesto di porgere una rosa alla sua mamma, un santo vescovo (Gaudenzio?) e san Grato a sinistra.
Un esempio di quella “educazione spirituale” cui si accennava poco sopra è offerta proprio dalla figura di San Grato: si tratta, infatti, di uno dei santi più importanti del culto valligiano, invocato per proteggere i campi, i contadini e il bestiame.

Tra gli affreschi più importanti e meritevoli di menzione per bellezza e antichità ci sono quelli posti all’esterno della chiesa di Sant’Antonio. Lo stile compositivo privo di prospettiva e di tratti fisiognomici dei personaggi indicano che l’epoca di realizzazione si può attestare verso la fine del ‘400.
La tradizionale figura di San Cristoforo rappresentata con il bambino Gesù sulla spalla e immerso con i piedi nell’acqua del fiume (si notino le trote del Sesia tra le onde stilizzate, chiaro rimando all’attività venatoria locale) si affianca ad altre due figure di santi e ad una composizione molto particolare, unica nel suo genere in tutta la Valsesia: vi appare Sant’Eligio nell’atto di riattaccare miracolosamente una zampa ad un cavallo; tutt’intorno stanno gli strumenti del fabbro poiché il santo è invocato come protettore di orafi e, in generale, degli artigiani dei metalli, di mercanti di cavalli, maniscalchi, carrettieri ecc.

La tradizionale figura di San Cristoforo rappresentata con il bambino Gesù sulla spalla all’esterno della Chiesa di Sant’Antonio

Galleria fotografica

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

X