IL MONTE ROSA

Il Monte Rosa è il massiccio montuoso più esteso delle Alpi ed è il secondo, per altezza, dopo il Monte Bianco. Si trova tra le vette delle Alpi Pennine e si estende sui comuni di Alagna Valsesia, Ayas, Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean, Macugnaga e Valtournenche (Piemonte e Valle d’Aosta) e Saas-Almagell e Zermatt in Svizzera.
Le pareti più famose sono quella a est, nel versante di Macugnaga, e quella a sud, la cosiddetta “parete valsesiana” affacciata su Alagna Valsesia.

Tra le numerose punte che superano i 4mila metri si ricordino la Punta Dufour, intitolata al grande cartografo e generale svizzero Guillaume-Henri Dufour (1787 – 1875), che raggiunge quota 4.637 metri ed è la vetta più alta del gruppo; e la Punta Gnifetti, dove si trova la Capanna Regina Margherita (inaugurata nel 1893 a 4.554 metri), il rifugio alpino più alto d’Europa sede di una stazione meteorologica e centro di ricerche sugli effetti dell’alta quota sul corpo umano.

Esiste un “mito da sfatare” relativo al toponimo “Monte Rosa”: esso, infatti, non deriva dalle tinte rosa dei tramonti e delle albe bensì dal latino rosia che significa “ghiacciaio”. Nei secoli passati era chiamato anche Mons Silvius, in latino, Monboso o Monte Bosa (come testimoniano anche Leonardo da Vinci o una mappa del 1740).
Dal Monte Rosa nascono sette valli: in Italia la Valsesia e la Valle Anzasca in Piemonte, la Valtournenche, la Val d’Ayas e la Valle del Lys (o di Gressoney) in Val D’Aosta; la valle Mattertal (con Zermatt) e di Saastal (con Saas-Almagell) in Svizzera.
Da questo massiccio si dipanano diversi ghiacciai, tre sul versante svizzero esposto a nord (Ghiacciaio del Gorner, del Grenz, del Monte Rosa) e sette in Italia, sempre suddivisi tra Piemonte e Val D’Aosta (Grande Ghiacciaio di Verra, Ghiacciaio del Lys, di Indren, di Bors, delle Piode, della Sesia, del Belvedere).

I valichi transitabili vennero calcati già in epoca molto antica: si pensa infatti che i Walser, nel XIII secolo, abbiano lasciato il vallese percorrendo il Colle del Lys. Ma l’epopea delle conquiste delle vette deve essere ascritta al XIX secolo, dopo una prima salita verso il Colle del Lys nel 1778 (l’ascensione alla “pietra della scoperta”).
Altrettanto notevole è l’avvicendamento della costruzione dei rifugi (9 nei versanti valsesiani, 31 in totale sul massiccio) che rappresenta una pagina importante della storia dell’alpinismo locale.
Verso la metà dell”800 Alagna inizia a trasformarsi, a veder nascere belle ville in stile Liberty, a sviluppare un sistema di ricettività turistica legata agli alberghi. E’ il “secolo d’oro” della Valsesia, un momento particolarmente fiorente che vede nascere un grande interesse internazionale verso l’ascesa al Monte Rosa e che, di riflesso, porta un grande sviluppo delle infrastrutture, anche ricreative. Grazie al CAI della sezione di Varallo (fondata nel 1867) vengono costruiti rifugi, capanne e alberghi in alta quota: il primo in ordine cronologico sarà quello dedicato al grande abate alpinista Giovanni Gnifetti (1876); seguiranno l’albergo Stolemberg Grober, oggi rifugio Vigevano, la capanna Margherita (1893) che nel 2002 ha ottenuto la Certificazione UNI EN ISO 14001, e così via.

Per una visione d’insieme dei rifugi nell’area valsesiana visita la nostra pagina dedicata

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