IL MULINO DELLE MERAVIGLIE

Il Mulino Fucina di Mollia

Passeggiando per Mollia può capitare di imbattersi in luoghi fuori dal tempo, dove l’uomo e l’ambiente hanno lasciato tracce di armoniche convivenze.

Uno di questi luoghi è il Mulino fucina idraulico del ‘600, in frazione Piana Fontana. Lo si può raggiungere percorrendo una mulattiera antica, che sale con una pendenza gradevole, cadenzata da gradoni e lastre verticali in pietra. Il gorgoglìo di fontane e torrenti accompagna il cammino.

La Pësta dal mulinèri

All’ingresso di Mollia troviamo oggi una bellissima pësta, ancora funzionante. “Pësta” è il nome con cui si indica il frantoio (o macina) nell’area dell’alta Valgrande. Sappiamo che tutti i paesi ne erano dotati, unitamente a forni ed eventuali mulini, specialmente a partire dal ‘600. E di solito tutte queste macchine erano sistemate vicine per poter sfruttare la forza idraulica del fiume o di un torrente, incanalando le acque nelle rogge e regolando l’intensità di scorrimento con le paratie mobili.

La pësta molliese si compone di due massi in pietra e di un perno centrale di legno. La pietra inferiore è di forma circolare, ha un diametro di 2 metri e funziona come base alla rotazione della macina vera e propria, fissata alla prima grazie al perno di legno. Sotto questa struttura sta la ruota motrice, anch’essa unita al perno di legno e mossa dall’acqua. Grazie a questo meccanismo venivano prodotti soprattutto cibo e tessuti. Per quel che riguarda gli alimenti, venivano lavorate le granaglie per ottenere farine per il pane e la polenta (segale, granoturco) oppure olio di noci usato come alimento, insieme a quello ottenuto dai semi di canapa, utili anche per l’illuminazione. La canapa, dalla quale si ottenevano cordami e tessuti, poteva essere lavorata dopo un lungo trattamento che prevedeva il passaggio delle fibre sotto il frantoio.

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