GIOVANNI BATTISTA FILIPPA (1778 – 1838)

Primogenito di una famiglia contadina della frazione Sella, nasce da Michele Filippa e Anna Cusa. Giovanni è costretto ad emigrare presto e periodicamente dalla sua terra, come spesso facevano molti valsesiani, per far fortuna altrove e sostentare la famiglia.

Si arruola nelle truppe napoleoniche e combatte nella guerra di Spagna (1807); nel 1812, a causa di una grave malattia, fa rientro a Rimella. Segue un periodo nel quale, nonostante il limitato grado di istruzione, decide di tenere una cronaca delle notizie del paese: nasce così “Le memorie dell’oratorio della Sella ed altre memorie pratiche raccolte da Giovanni Battista Filippa”, un insieme interessante di notizie storiche e culturali che consentono di conoscere aspetti della vita della comunità nell’epoca della Restaurazione.

Nel 1836 allestisce un Gabinetto di antichità e cose rare per deliziare la vista dei compaesani, non inclini a spostarsi e viaggiare, con oggetti particolari: si tratta di quello che, modernamente, verrà chiamato Museo antropologico, a lui intitolato, e donato alla comunità di Rimella. Libri, stampe, monete, minerali, animali imbalsamati etc, tanti oggetti raccolti negli anni durante i suoi viaggi fuori da Rimella fanno parte di un preciso progetto volto a incrementare gli interessi dei compaesani fornendo un’idea della complessità e della varietà del mondo. Dopo la sua morte (1838) la collezione sarà ulteriormente arricchita grazie al parroco, Gaudenzio Cusa, e al pittore Maurizio Antonini.

SOPRA: Particolare interno di una delle sale del Museo antropologico, allestito in due locali all’interno di una casa risalente al 1415 e realizzato nel corso del primo ‘800 dal rimellese Gian Battista Filippa.

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