GIULIO AXERIO

Giulio Axerio (Chalons – sur – Saone 1830 – Roma 1881) nasce da una famiglia originaria di Rima emigrata in Francia e sin da piccolo cresce in un ambiente culturalmente ricco parlando tre lingue (italiano, francese – per via della zona in cui abitava, e tedesco – vista l’ascendenza Walser della famiglia).
Il legame con la terra d’origine è sempre molto forte; nonostante i viaggi e l’abitudine al confronto con le culture europee torna spesso a Rima e si interessa delle vicende economiche e sociali valsesiane. Dopo i primi studi insieme al padre, a Rima, e poi a Varallo, prosegue a Torino frequentando l’università alle facoltà di matematica e ingegneria e laureandosi nel 1853. Inizia ad insegnare matematica, prima in un istituto privato ed in seguito all’Università di Torino. Grazie all’interesse del ministro Lanza gli viene proposta una formazione all’Ecole des mines di Parigi (1856); è in quel periodo che stringe amicizia con Costantino Perazzi e Quintino Sella. I successivi due anni trascorrono tra viaggi di istruzione in tutta Europa, durante i quali l’Axerio approfondisce le conoscenze della metallurgia e delle tecniche ferroviare. Tornato in Italia, è alle dipendenze del Corpo delle miniere del Regno di Sardegna come ingegnere e si trasferisce a Milano dopo l’annessione della Lombardia.
Nel frattempo, pubblica svariati studi e partecipa alla vita culturale di tante associazioni, tra le quali il neonato Club Alpino (Torino, 1863) al quale resterà legato per tutta la vita; parteciperà anche alla fondazione della succursale CAI a Varallo insieme a Calderini, Regaldi e Montanaro.
Dal 1862 è continuamente chiamato a progettarte, analizzare e ammodernare le industrie della nascente nazione; fino a quando, nel 1874, viene inviato a partecipare all’Esposizione Universale di Vienna come giurato: scriverà due saggi sull’industria mineraria e del ferro che verranno utilizzati nel ventennio successivo per via del suo pensiero particolarmente innovativo. La presenza dell’industria e lo sviluppo tecnologico sono da lui messe in primo piano per poter far crescere un territorio. E’ sempre più ricercato come consulente, anche da Depretis. Insieme ad altri compagni sarà chiamato a scrivere i nuovi trattati commerciali con la Francia, la Svizzera e l’Austria-Ungheria. Verso la fine degli anni ’70 del secolo assumerà anche incarichi di formazione degli industriali.
Certamente la figura di Giulio Axerio è però legata alla progettazione e la realizzazione del cotonificio di Varallo (con Eugenio Bauer) e della ferrovia Novara – Varallo. Proprio la linea ferroviaria sarà, per quasi trent’anni, al centro della discussione politica e industriale della Valsesia. Merita di esser ricordato che sarà proprio l’Axerio a convincere Depretis ad includere la linea valligiana entro quelle finanziabili dal Governo.

SOPRA: Giulio Axerio

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