LA FAMIGLIA ANTONINI

Si tratta di un casato storico noto, ancora oggi, per aver dato i natali a diverse personalità.
Tra quelle più note si ricordano il generale Giacomo (Prato Sesia 1792 – Borgosesia 1854) che intraprese la carriera militare nel 1181 e divenne ufficiale per l’esercito di Napoleone. Partecipò alle campagne di Dalmazia e Russia, dove venne fatto prigioniero. Riuscì a fuggire riparando in Siberia prima di riuscire a fare ritorno a casa. Qui venne insignito della Legion d’Onore e ottenne una promozione a tenente colonnello. In seguito partì per una spedizione in Savoia e, nella battaglia di Monte Berico, perse il braccio destro. L’avvenimento è tuttora molto conosciuto, anche perchè il suo braccio venne imbalsamato ed è ora conservato al Museo di Scienze Naturali “Pietro Calderini” a Varallo (Palazzo dei Musei). Per quattro legislature, e precisamente dal 1848 al 1853, fu deputato del Parlamento Subalpino del Regno di Sardegna. Dopo la sua morte, il grande scultore Pietro della Vedova realizzò un monumento che lo raffigura in divisa nell’atto di sguainare la spada, ed esso venne posizionato a Varallo al centro del ponte sul torrente Mastallone.

A Milano nacque invece Giuseppe Antonini (1864 – 1938) importante medico psichiatra. Fu allievo di Lombroso e nel 1902 ottenne la cattedra di Psichiatria a Modena. Nel 1911 divenne direttore dell’Ospedale psichiatrico di Mombello. Si dedicò allo studio e alla ricerca, ad esempio, su malattie come la pellagra, contribuendo considerevolmente ad aumentare le conoscenze igienico-sanitarie utili per debellarla. Durante la prima Guerra Mondiale partì come Maggiore-medico ed ebbe l’occasione di studiare le ripercussioni psicologiche degli eventi bellici sui soldati.

In famiglia non potevano mancare gli artisti: fu il caso di Leone Antonini e suo figlio Carlo, entrambi scultori, pittori e incisori.

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