Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari

Una mostra che si sviluppa tra Varallo, Vercelli e Novara

23 MARZO 2018 – 16 SETTEMBRE 2018
Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari

Nelle scorse settimane è stata presentata dai curatori e dalla Regione Piemonte la straordinaria mostra centrata sulla vita e sulle opere di Gaudenzio Ferrari (ca. 1475 – 1546).
La mostra sarà l’occasione per rivelare e ri-scoprire la grandezza dell’artista valsesiano, uno dei massimi esponenti del Rinascimento piemontese.
L’esperienza si articola tra VaralloVercelli e Novara e si propone di esporre in ordine cronologico i capitoli della vita dell’artista in connessione con i luoghi in cui ha lavorato. Tra opere presenti in loco e altre date in prestito da musei italiani e stranieri, chiese e raccolte private, il visitatore sarà condotto anche alla scoperta dei territori nei quali le opere hanno visto la luce.

>> Il sito ufficiale di riferimento è www.gaudenzioferrari.it (in parte ancora in costruzione).

Per qualsiasi ulteriore informazione:
Email: info@sacromontedivarallo.com
Telefono: (+39) 377.46.54.982

Una piccola biografia preliminare

Gaudenzio Ferrari nasce a Valduggia verso il 1475. Gli studiosi tendono ad attestare la sua formazione nella bottega di Stefano Scotto, già noto nel cantiere del Duomo di Milano. Il periodo giovanile rimane, però, pressoché sconosciuto. Gaudenzio perfeziona le sue conoscenze grazie a due viaggi in Italia centrale e, in particolare, a Roma, compiuti presumibilmente tra il 1505 e il 1512. Grazie a queste esperienze l’artista può confrontarsi con Perugino, Raffaello, Bramante, Bramantino e molti altri, in un dialogo di assimilazione che troverà una feconda sintesi nella sua personale e originalissima produzione.
La sua amabile e immediata capacità di comunicazione lo rendono richiestissimo fuori dalla Valsesia: si stabilirà a Milano dal 1539 e lavorerà anche a Novara, Vercelli, Arona, Saronno, Como, Bergamo. Molteplici i Musei che conservano sue opere, tra i quali la Galleria Sabauda di Torino, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Musée du Louvre di Parigi, la National Gallery di Londra, oltre alle giacenze in collezioni private e negli Stati Uniti.
Ma è la cittadina di Varallo a vantare la presenza delle opere più numerose: dai primi lavori, conservati nella Pinacoteca, alle cappelle del Sacro Monte, passando per la chiesa di Santa Maria delle Grazie, la Collegiata di San Gaudenzio e l’Oratorio di Loreto.
Gaudenzio muore il 31 gennaio 1546 a Milano. Di lui si parla soprattutto come pittore e scultore, tralasciando per scarsità documentaria le dimensioni di uomo, padre, ma anche di musicista, ottico, poeta, filosofo della natura. Lui, perfetta incarnazione della cultura rinascimentale che si respirava nella Milano viscontea e sforzesca, lascia dietro di sé una lunga schiera di artisti del calibro di Bernardino Lanino, il suo più fedele imitatore, Fermo Stella da Caravaggio, Giovanni Battista Della Cerva, oltre a interpreti minori che non potranno più relazionarsi con gli strumenti del mestiere senza prenderlo come riferimento.
Conoscere Gaudenzio significa celebrare un’artista che ha rivoluzionato un’intera comunità, dandogli un meritato posto di primo piano nel panorama artistico nazionale.

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