LA CHIESA PARROCCHIALE

Dedicata a San Giovanni Battista, le sue linee architettoniche semplici sono esaltate da un tripudio di affreschi, opere lignee pregiate e marmi policromi.

Si affaccia sulla piazzetta centrale del paese, circondata da edifici storici particolarmente importanti come l’antica casa delle scuole, il Municipio e la casa parrocchiale.

Gli amanti della Valsesia e, in particolare, dell’arte qui prodotta che per secoli ha garantito la sopravvivenza in termini economici, sanno bene che anche Mollia è dotata di un ricco patrimonio artistico, disseminato tra i numerosi oratori e le svariate cappelle che si incontrano nelle sue ridenti frazioni. Ovunque ci si trova circondati di bellezza, a tratti semplice, quasi popolaresca, più spesso elegante e preziosa, come accade con questa chiesa.

La chiesa attuale venne terminata entro il 1741 rimaneggiando un precedente seicentesco in occasione della divisione della parrocchia di Mollia da Campertogno. L’eleganza dello stile tardo barocco e rococò della decorazione interna esalta la struttura semplice dell’edificio, a navata unica con tre cappelle laterali e una piccola sacrestia, a sua volta collegata alla torre campanaria – completa del concerto di campane fuse nella storica ditta Mazzola di Valduggia (1813 – 22). Spiccano gli affreschi nella volta centrale, realizzati da Carlo Borsetti, dove è raffigurata la Gloria di San Giovanni Battista. L’abside è ritmato da due nicchie laterali nelle quali prendono posto le statue raffiguranti il santo titolare (a sinistra) e San Giuseppe con il Bambino Gesù (a destra).

L’altare maggiore, in marmi policromi e adorno di angeli tedofori candelieri d’argento è opera dell’Orgiazzi; dietro si può ammirare il coro ligneo realizzato entro il 1737 da Giovanni Giacomo Guala Molino.

Nella cappella dedicata alla Madonna del Rosario ritroviamo imponenti affreschi di Giovanni Antonio Orgiazzi “il Vecchio”, del quale si apprezzano lo stile immediato e le cromìe calde mentre, al centro, si trova una splendida ancona lignea che,unitamente alle sculture della Madonna con il Bambino nella nicchia, vengono attribuite a Giuseppe Maria Martelli (1710 – 1720). Di gusto decisamente barocco, presenta un intaglio molto raffinato, elegante nelle colonne tortili decorate con motivi vegetali, angeli-cariatidi e puttini, e si completa in modo tridimensionale con la parte degli affreschi murali.

Nella sacrestia ritroviamo una sorta di piccola pinacoteca di tele dipinte, alcune piuttosto antiche, oltre al grande armadio in legno di noce (Gnema – Orgiazzi, 1758 – 63); e un delizioso Presepio ligneo (ca.1772) realizzato e dipinto da Orgiazzi “il Vecchio” con l’aiuto del figlio Giovanni Antonio “il Giovane”, composto da una ventina di statuette dell’altezza di 40 – 42 cm, di grande immediatezza espressiva: l’attenzione verso i dettagli quotidiani (abiti, utensili ecc..) e lo stile un poco sbozzato gli conferiscono un gusto popolaresco molto gradevole.

All’esterno la chiesa è abbracciata dalla splendida Via Crucis (1756 – 1773) realizzata da svariate maestranze locali per poi essere affrescata dal maestro di Cellio Lorenzo Peracino e dal figlio, Giovanni Battista (1764 – 1774). Tra gli aneddoti riportati più frequentemente sulla sua edificazione vi è quello relativo all’impiego della manodopera femminile: alcune donne si erano rese disponibili al trasporto della calce necessaria recandosi a piedi sino alla cava del Mazzucco di Rassa, ricevendo in cambio…del vino! L’elegante porticato, coperto in beole come da tradizione, sorge sull’antica area cimiteriale che circondava la chiesa e, infatti, è presente anche l’Ossario, una cappella semplice a pianta quadrata porticata e affrescata da Giovanni Antonio Orgiazzi “il Vecchio” con una Deposizione del Cristo Morto e alcuni medaglioni decorativi con motivi floreali (fine anni ’50 del Settecento).

La facciata della Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista
La sacrestia

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