DON GIOVANNI GNIFETTI (1801 – 1867)

Alla base dell’erezione a dignità di santuario della chiesa sta una leggenda, tramandata oralmente, come tante se ne ricordano nell’area di Cravagliana e delle sue numerose frazioni.

Narra la storia che due pastorelli avessero acceso per divertimento un fuoco il quale, sfuggito al loro controllo, divampò improvvisamente diventando un serio pericolo per le piccole baite intorno. I pastorelli, spaventati, si misero a implorare la Madonna affinchè venisse a spegnerlo. Il miracolo si compì: il fuoco si spense ed accanto all’ultimo tizzone fumante apparve loro la Madonna che disse “andate al paese e dite alla gente che qui mi si costruisca una chiesa”. I due pastorelli obbedirono e raccontarono ai paesani l’accaduto; in quel momento si compì il secondo miracolo: uno dei due, che era muto, iniziò a parlare fluentemente e la cosa convinse i paesani ad erigere la chiesa. Sulla facciata della cascina venne intanto dipinta una Vergine con il bambino, in seguito pregata come miracolosa e poi inserita all’interno della chiesa con una cornice lignea scolpita e dorata.
L’iscrizione più antica che si trova all’interno risale al 1546. Sopra l’altare è posta l’immagine dell’Immacolata.
Dalla fine dell’Ottocento al santuario si celebra anche la festa di Sant’Antonio da Padova durante la quale si benedicono e distribuiscono i “panetti di Sant’Antonio”.

Il santuario si trova in frazione Brugaro ed è raggiungibile anche da Sabbia.

Santuario della Madonna del Tizzone
SOPRA: il Santuario della Madonna del Tizzone

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