ISOLELLA

Come “piccolo comune perduto tra i folti castagneti, occhieggiante tra il verde smeraldino dei suoi greppi” la descrive, felicemente, don Luigi Ravelli. Il toponimo pare derivare dall’insula che il fiume Sesia creava in questa zona, rendendo i campi particolarmente fertili. Da operoso villaggio agreste possedeva quattro mulini ad acqua e due a ruota, cinque fucine, due torchi per l’olio, e nelle sue campagne l’agricoltura e il mercato sono sempre stati fiorenti. Molte persone lavoravano nelle cave di nichel e cobalto mentre altre saranno impiegate, in epoca moderna, nelle varie officine e nell’argenteria.

Isolella è famosa per avere, sul suo territorio, uno dei ponti pensili che caratterizzano la fisionomia paesaggistica della Valsesia. Costruito in ferro e tiranti per sostituire l’antico servizio della barca, il ponte solca il fiume Sesia a partire dal 1842 grazie al brillante ingegno di Giovanni Catlinetti (1781 – 1867); misura 64 metri in lunghezza per 14 di altezza e vi si riscuoterà il pedaggio fino al 1906. Solo più tardi sarà sostituito da un ponte in cemento, attualmente anch’esso dismesso.

La chiesa parrocchiale di sant’Agata rappresenta il cuore religioso della comunità. Nasce dopo la separazione dalla parrocchia di Agnona, alla quale sarà legata per lungo tempo nonostante le tante difficoltà gestionali che la distanza tra i due paesi comportava. A far data dal 1673, dunque, la comunità di Isolella provvede all’ampliamento della precedente chiesa e alla manutenzione costante di un edificio che, suo malgrado, procurerà sempre problemi di infiltrazioni. A navata unica, con quattro cappelle laterali, la chiesa viene decorata nuovamente a metà Novecento. In abside si trova l’opera più importante: un bellissimo altare piramidale appoggiato sulla mensa dell’altare maggiore: l’opera è in legno scolpito, dorato e dipinto e possiede, al centro, la scena dell’Ultima Cena mentre, ai lati, tra putti e colonnine tortili, stanno le sculture di sant’Agata e santa Caterina. Fanno bella mostra di se anche delle belle vetrate istoriate realizzate da Pietro Chiara nel suo opificio di Losanna (1924).

Fino al 1928 Isolella è stato comune autonomo.

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