LE MINIERE DI MANGANESE

Partenza: Alagna 1.200 m
Dislivello: 350 m
Tempo di percorrenza: 40 min.
Difficoltà: media
Punto d’appoggio: Rifugio Zar Senni (Follu di Otro 1.664 m)
Segnavia: n. 203 (ex 3)

Lungo la mulattiera che s’inerpica verso la verdeggiante val d’Otro si trovano alcune miniere di manganese.
Le miniere per l’estrazione del manganese hanno segnato storicamente la vita di Alagna in particolare nel corso del primo Novecento.
Oggi il sito è quasi del tutto diroccato: si riconoscono alcuni edifici e l’arrivo della teleferica usata per il trasporto del materiale. Le miniere non sono visitabili se non per pochi metri dall’imbocco ma si possono ancora vedere le impalcature, i terrazzamenti e i sentieri che furono attrezzati dai minatori.

Il manganese è un metallo di antichissimo utilizzo: l’uomo preistorico, gli egizi, i greci e i romani lo conoscevano bene e ne facevano un largo impiego. Oggi è utile per produrre acciaio inossidabile e alcune leghe di alluminio. Durante il Governo Mussolini le ricerche di nuovi giacimenti di metalli in tutto il paese per scopi produttivi e bellici portarono le Ferriere Piemontesi prima e la FIAT dopo alla scoperta e all’utilizzo del sito di Otro, ottenendo la concessione dall’A.M.M.I., una società che in Valsesia gestiva numerosi punti di estrazione mineraria (es. Doccio, Balmuccia, Scopello, Bec d’Ovaga a Varallo). Per diversi anni (1940-46) la vita intorno al giacimento fu intensa e vi lavorarono molte persone ma, con il finire della Seconda Guerra Mondiale, il sito fu progressivamente abbandonato.

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Prenota qui la visita guidata alle Miniere di Manganese e alle Frazioni di Alagna

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