MONTRIGONE

Il borgo si caratterizza per la presenza di case arroccate sul crinale più alto del “Mons Origonus” o monte Rigone (da cui il Toponimo) con la ritmica di corti quadrangolari che si susseguono sulla via antica, delimitata da piloni e affacciata verso Bettole, in origine costeggiata di terrazzamenti, alberi di noce, castagno e querce, e fittamente coltivata a vigna. Questo rione, che ha conservato piuttosto bene le tracce della sua origine medievale e dei rimaneggiamenti successivi (occorsi dal Cinquecento al Novecento), ospita il secondo Sacro Monte valsesiano, il Santuario di sant’Anna. In mezzo ai prati che cingevano esternamente il borgo, oggi area residenziale, si trova la chiesa di san Grato. Si tratta di una delle chiese più antiche di Borgosesia, probabilmente risalente al Duecento (1217) perché nel giuramento dei capifamiglia verso il comune di Vercelli appaiono gli uomini di Montrigone, cosa che lascia supporre che l’agglomerato di case possedesse un primitivo sacello. Nel 1447 la chiesa viene citata per la prima volta nell’ambito della cura delle anime di cui è investito Sesone de’ Sesoni, e in un documento appare la chiesa Sancti Grati de Montrigono nell’elenco delle chiese del borgofranco di Seso. La prima descrizione della chiesa si deve, però, al vescovo Cesare Speciano (1590). La sobria costruzione conserva un ciclo pittorico del Quattrocento veramente ricco e ben conservato. Le immagini raffigurano santi che rappresentano una sorta di manifesto devozionale della comunità: appaiono san Bovo, cavaliere provenzale poi divenuto santo protettore dalle malattie infettive del bestiame; san Sebastiano, protettore dalla “peste”; san Gottardo, invocato per la protezione dei fanciulli e dei mercanti, oltre che dei valichi alpini; san Grato, per la protezione dalle intemperie; san Michele Arcangelo, protettore dei territori di confine ma che segna anche, a livello pastorale, il ritorno delle mandrie ai villaggi dopo la discesa dagli alpeggi; san Marco, protettore dei campi e dei raccolti; santa Margherita, invocata dalle partorienti; san Biagio, per la gola; i santi francescani Francesco e Bernardino; la Santissima Trinità; san Defendente, il milite romano rappresentato a difesa dagli incendi.

Risale al Seicento il bellissimo Torchio comunitario, perfettamente conservato e restaurato, visitabile a richiesta. Sull’antica via interna stava, fino al dopoguerra, anche l’Osteria del Cappellaio. L’amenità di Montrigone che possiamo, oggi, solo immaginare, scompare piano piano con l’avvento dell’industrializzazione e l’espansione edilizia: il rione, infatti, si trova nell’area delle fornaci e sulla via principale per Novara, motivi che la rendono oggetto di riqualificazione nel Novecento.

Borgosesia Santuario di Sant'Anna

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