I MUSEI DI FOBELLO

Il Museo del Puncetto si offre come una preziosissima esposizione di manufatti realizzati dalle donne fobelline con l’antica tecnica del “piccolo punto”. Secondo la tradizione, il Puncetto veniva ricamato dalle donne sul far della sera, durante la stagione invernale, quando attorno al focolare si riuniva tutta la famiglia. Le abili ricamatrici hanno sempre impreziosito il loro abbigliamento e la biancheria per la casa con questa candida trina delicata e hanno saputo tramandare la tecnica di madre in figlia, conservandola nei secoli. In particolare, le donne di Fobello si sono distinte per la realizzazione del Puncetto colorato, vivacissimo, adatto ai giorni di festa. Il Puncetto divenne famoso anche alle corti d’Europa grazie all’interesse che seppe suscitare nella Regina Margherita di Savoia, nobile amante della Valsesia spesso in visita nel corso dell’Ottocento. Oggi come allora, il Puncetto è una delle migliori espressioni dell’artigianato locale, capace di ricordare la creatività umile e silenziosa delle donne valsesiane.
All’interno del Museo si trovano anche due abiti tradizionali femminili che offrono la possibilità di osservare da vicino sia le applicazioni di Puncetto che le varie parti di cui si compone.
Nell’esposizione trova posto anche una tipica culla usata durante la cerimonia del Battesimo che a Fobello conserva un rito unico nel suo genere. Nel giorno fissato, il bambino viene adagiato nella culla adorna di festosi drappi rossi, in uno dei quali è ricamata la scritta “La natura sorride nei fiori, Dio nei bimbi” accanto al disegno di due stelle alpine. La culla che viene sistemata sul capo della madrina e portata in chiesa in corteo. E’ un rituale antico e molto sentito, tanto che nel complesso monumentale del Sacro Monte di Varallo si trovano le fogge delle tipiche culle fobelline nella cappella raffigurante la Strage degli Innocenti.
Fanno da cornice alla visita le bellissime foto d’epoca appese alle pareti, testimonianza di attimi della vita quotidiana valligiana come, ad esempio, alcune donne in costume con le gerle o quella relativa alla distruzione della chiesa durante l’alluvione del 1923.

Fobello
Museo del Puncetto a Fobello
Museo Carestia Tirozzo a Fobello
Museo Lancia Fobello

Giunti in frazione Campelli si guadagna il Museo Carestia – Tirozzo, ospitato in una casa del XVI secolo di proprietà dell’artista Pier Ugo Tirozzo. Il Museo fu donato alla Sezione del CAI di Varallo nel 1987, anno della sua morte, e inaugurato nel 1993.
Nelle sale interne, ampie e luminose, è conservata una parte dell’Erbario appartenuto dell’Abate Antonio Carestia, di Riva Valdobbia (1825 -1908). L’Erbario si compone di un migliaio di fogli, allestiti su pannelli vetrati protetti da alcune tendine avvolgibili per evitare che la luce sbiadisca i supporti e intacchi le specie vegetali raccolte. Accanto ad ogni specie vegetale sta un cartellino che illustra le caratteristiche delle piante oltre a fotografie che permettono una comparazione più agevole tra l’esemplare in esposizione e quello che si trova in natura. Questa è una delle maggiori raccolte esistenti realizzate dal Carestia, che dedicò tutta la vita alla ricerca botanica. Sappiamo che altri enti possiedono materiale da lui donato come, ad esempio, il Museo di Scienze Naturali “Don Pietro Calderini” di Varallo, dove si trova una raccolta di oltre 700 fogli. Il Carestia, infatti, allestì molti erbari (il più grande è a Torino) sia in Italia che all’estero. La sua passione per la montagna e l’alpinismo lo portarono ad attraversare le montagne valsesiane, biellesi e valdostane scoprendo un’enorme quantità di specie vegetali nuove e rare.
Al primo piano del Museo troviamo un’altra sala dove sono esposti alcuni capi d’abbigliamento e abiti tipici del paese, due femminili e uno maschile. Anche quest’ultimo, nonostante sia più semplice rispetto a quello femminile, è impreziosito dal Puncetto bianco applicato ai bordi delle maniche e al colletto.

La Mostra permanente Vincenzo Lancia è stata allestita grazie all’impegno del Club Valsesia Lancia Story in collaborazione con la famiglia Lancia e il Comune di Fobello.
L’esposizione si trova nel secondo piano del palazzo che lo stesso Vincenzo Lancia aveva fatto costruire come edificio scolastico. Si suddivide in quattro sale che sono state chiamate con i nomi dei modelli Lancia più famosi: Sala “Astura”, Sala “Artena”, Sala “Augusta” e Sala “Aprilia”.
In ogni sala si trovano cimeli, giornali, foto d’epoca, lettere, documenti, modellini, insomma: tutto quanto è utile a ripercorrere le tappe principali della vita e della fortunata carriera del Censìn nazionale. Si respira soprattutto l’entusiasmo dei curatori nel mantenere viva l’attenzione sulla vivacità dell’ingegno di questa grande personalità valsesiana.

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