ORATORIO DELLA MADONNA DI LORETO

All’ingresso di Varallo, in frazione Roccapietra, si trova si trova un vero gioiello architettonico e pittorico: l’Oratorio della Madonna di Loreto.
Già raggiungendo il sito il piccolo oratorio colpisce per lo straordinario apparato decorativo esterno e l’elegante loggiato di foggia rinascimentale.
L’area in cui fu edificata una primitiva cappella pare fosse cara alla pratica cultuale di popolazioni autoctone non cristiane. Qualche secolo dopo furono qui sistemate le forche per le esecuzioni capitali, rimaste in funzione fino all’inizio dell’Ottocento.
Nel corso del Cinquecento la storia dell’edificio cambia completamente: in luogo della originaria cappella fu edificato un oratorio che riproduce l’estetica della Santa Casa di Maria di Nazareth  trasportata dagli “angeli”, secondo la tradizione, prima in Jugoslavia e poi a Loreto, nelle Marche.
Durante l’intervento decorativo ad opera di Gaudenzio Ferrari (1514-21) si aggiunse il porticato che protegge la fisionomia della casa e i tanti pellegrini in cammino verso il Sacro Monte e il suo attivo borgo commerciale.
Il nome di Gaudenzio è l’unico ad emergere tra i documenti insieme a quello di Teseo Cavallazzi, la cui firma è stata fortunatamente ritrovata in un affresco dell’interno; non si conoscono i nomi di altri artisti che abbiano collaborato nella stesura dell’apparato iconografico.
All’esterno si possono riconoscere svariate immagini: nel porticato centrale e nel fianco destro figure di Santi tra nubi e angeli, in una rappresentazione compiuta del Paradiso; in due spicchi si trovano le anime purganti tra le fiamme e i diavoli; al centro della facciata sta l’Assunzione della Vergine, circondata da una nicchia formata da raggi di luce, tra gli Apostoli e gli angeli; nella lunetta sopra la finestra della facciata, invece, si trova una Natività dipinta da Gaudenzio Ferrari – impossibile non riconoscere lo stile dolce, genuino e narrativo che contraddistingue la pittura del maestro; figure di profeti all’interno di spazi tondi; nel frontone è stato dipinto il ciclo dei progenitori, purtroppo sensibilmente sbiadito; nei sottarchi gentili e ariose decorazioni a “grottesca”.
All’interno si trova un ciclo di affreschi relativo alla vita della Vergine: le storie di Anna e Gioachino, suoi genitori, la Nascita e la Presentazione al tempio di Maria; nelle volte figure di angeli; sopra l’altare, in una nicchia, è posizionata la scultura della Madonna del Latte, in terracotta policroma, di Gaudenzio Ferrari e, ai lati, l’affresco dell’Annunciazione, anch’essa di Gaudenzio.

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