PALAZZI E MONUMENTI PRINCIPALI

La premessa fondamentale da tenere presente prima di avventurarsi nella lettura di questo articolo è che Borgosesia possiede numerosissimi palazzi e monumenti di grande interesse. Diventa impossibile operare subito una mappatura delle varie emergenze e rimandiamo a futuri approfondimenti.

Galleria Frascotti e l’antica piazza del mercato

Galleria Frascotti Borgosesia

È doveroso ricordare, attraverso immagini d’epoca affiancate a quelle moderne, l’affascinante estetica dell’antica piazza del mercato di Borgosesia. Questa si estendeva nella zona retrostante la chiesa parrocchiale; una parte del mercato era ospitato, dal 1905, sotto l’elegante galleria ad arcate che, ammalorata, verrà abbattuta negli anni Sessanta.

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Fontana Frascotti

In piazza Vittorio Emanuele II si osserva la bronzea fontana sovrastata da una figura di sinuosa donna distesa, realizzata nel 1914 grazie al lascito di Luigi Frascotti istituita in opera pia. Gli avi raccontavano di un pozzo per l’acqua, esattamente nel luogo in cui troverà posto l’opera del Biscarra. Originariamente la fontana era cinta da un’altra cancellata, andata persa poiché fusa durante la Seconda Guerra Mondiale.

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Monumento ai caduti piazza Martiri

Davanti all’ingresso del novecentesco palazzotto delle scuole elementari e dirimpetto al Comune, sta l’immagine dedicata ai caduti della prima Grande Guerra, realizzata in bronzo dallo scultore Carlo Conti nel 1922.

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Villa Magni

Nata come casa per gli esercizi spirituali all’inizio del Settecento la villa diviene, nel 1828, un Istituto Collegio di Belle Lettere per volontà di don Marco Zenone, illustro sacerdote e insegnante di Lettere e Scienze di Borgosesia. La villa, antistante l’ameno parco omonimo realizzato per il diletto della famiglia Magni, è oggi comunemente conosciuta proprio con questo nome: si tratta di una delle più illustri famiglie legate alla conduzione della Manifattura Lane e che qui fissarono la propria residenza verso gli inizi del Novecento.

Palazzo Castellani

Edificato nella prima metà del Seicento dall’illustre famiglia borgosesiana di cui porta il nome, per decenni ospitò la sede della Pretura, soppressa nel 1923. Il palazzo, oggi adibito ad abitazioni comunali e sedi di associazioni, ha mantenuto alcune delle sue eleganti forme barocche pur avendo subito diversi interventi di ristrutturazione e ampliamento tra la fine del Seicento e la metà del Settecento. Si sono conservati, ad esempio, alcuni soffitti affrescati da Tarquinio Grassi, pittore di Romagnano attivo in svariati punti della città. Il palazzo ospita la prestigiosa Società Valsesiana di Cultura, nei cui ambienti si trovano soggetti mitologici, allegorici e biblici tra decorazioni in stucco, presenti anche nella facciata esterna, opera attribuita a Carlo Iotti di Breia.

Mercato coperto – Teatro Pro Loco

Borgosesia Pro Loco

Vede la luce nel 1933 il progetto per la struttura che oggi, più di tutte, rappresenta la vita culturale della città di Borgosesia. Accogliendo le lamentele dei mercatari, il comune decise di far costruire un’area di mercato più consona ad accogliere il commercio specialmente durante i giorni di cattivo tempo. Nel 1934, dopo il bando di assegnazione nell’area individuata accanto alla chiesa di sant’Antonio ed estesa per circa 4mila metri quadrati, prende forma il progetto vergato dall’architetto Manlio Golfarelli di Torino per la (modica) cifra di circa 955milioni di Lire dell’epoca, inaugurato nel 1936. In realtà la struttura come mercato coperto funzionerà solo fino al Dopoguerra; dopo quel periodo verrà progressivamente destinato a diversi usi per diventare il teatro che oggi conosciamo.

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Monumento in ricordo di Emanuela Setti Carraro e del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa

In piazza Mazzini è stata intitolata una fontana al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e alla moglie Emanuela Setti Carraro, originaria di Borgosesia, uccisi in un agguato mafioso nel 1982. Sul basamento di granito della fontana si trovano le statue di bronzo di Emanuela e del generale, autorevole nella divisa dell’Arma. Dalla Chiesa porge affettuosamente il suo berretto a un bambino, in una sorta di passaggio del testimone alle giovani generazioni. Intorno alla coppia sono seduti dei bambini in un atteggiamento di partecipazione.
Il Monumento è stato progettato da Edgardo Canuto, Fabio Dal Molin e Rodolfo De Bernardi di Biella ed è stato inaugurato il 7 settembre 2019.

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