Postua

Nome dialettale / Origin name: Pòstua
Superficie / Surface: 16,18 kmq
Altezza / Height: 459 m
Abitanti / People: Postuesi
Festa patronale / Patronal festival: 15 Settembre, Madonna Addolorata

Sempre bella, sempre accogliente, col suo aspetto sano e sereno che rallegra e conforta; è una valle tutta piena di luce e di aria balsamica, dolce e riposante, tapezzata di prati sempre verdissimi, ombreggiata da dense alberate, corsa, per ogni dove, da acque limpide e festose come il riso di un fanciullo eternamente felice…

Territorio

Postua si trova in un’area di confine tra la Valsessera e la Valsesia. Il paese, immerso nel verde dei boschi, è punteggiato di castagneti, boschi misti, prati pascolo e alberi da frutto. Attraversata dal torrente Strona, Postua è coronata dal profilo Monte Barone (2.044 m) al quale fanno eco le numerose cime della catena prealpina che caratterizza questa valle: Noveis, cima Gemevola (Cornabecco), monte Badile, Cugnolaccio, Punta delle Camosce (dalla inconfondibile parete nera), monte Gavala. È possibile godere della vista di questo abbraccio, ad esempio, in località Ponte Strona.
In passato quella di Postua fu un’area interessata da una certa attività estrattiva: pirite magnetico, arsenicale, galena argentifera, grafite, argilla refrattaria; mentre altre vene (come il fosfo-arsenioso) furono presto dismesse.
Fanno parte del territorio postuese sei frazioni: Roncole, Barinciano, Chiesa (centro), Riva, Fucine, Naulina.

Arte e Cultura

Il primitivo insediamento di Postua deriva dalla presenza di antiche popolazioni celtiche. Dopo il governo degli imperatori carolingi il territorio entrò tra i feudi amministrati dalla chiesa di Vercelli (diploma di Enrico II, 1045) e, successivamente, fu retta dai Ferrero Fieschi, principi di Masserano.
Nel 1736 Postua si divise da Crevacuore ottenendo l’autonomia civile e religiosa. Nel corso dell’Ottocento il paese fu interessato da una forte emigrazione, in particolare verso la Svizzera e la Francia. In queste zone i postuesi si sono affermati come imprenditori edili.
Si raggiunge il borgo grazie ad un suggestivo ponte in pietra, a quattro luci. La tradizione afferma che il ponte fu costruito, per la prima volta, nel 1409 per volontà dei Principi di Masserano e fu, in seguito, ampliato. Il tratto più suggestivo del paese è che conserva buona parte della sua fisionomia medievale: stradicciole strette e acciottolate, case addossate le une alle altre, fontane e lavatoi, antiche cantine e forni del pane rionali, mulini, il rudere del castello dei conti di Masserano (frazione Naulina). La modernizzazione del paese non ha intaccato la sua storicità. Attraversando il nucleo medievale si incontra la piccola cappella di sant’Antonio, vicina al rio che s’incanala sotto una grande struttura voltata – probabilmente un antico mulino dotato di stalle – prima di guadagnare i prati che abbracciano il paese.
Il borgo e le aggraziate frazioni sono punteggiati di chiesette, cappelle e oratori di grande pregio artistico e devozionale.
L’elegante chiesa parrocchiale, dedicata alla Madonna Assunta, risale al 1632. I lavori per il completamento dell’edificio continuarono ancora durante il secolo successivo. In precedenza ebbero funzioni parrocchiali la chiesa di san Sebastiano (fraz. Roncole), una delle strutture più antiche e suggestive di Postua, e la chiesa santa Marta (centro).
Il Santuario dell’Addolorata è, con ogni probabilità, il luogo più famoso di Postua. Vi si venera il simulacro della Vergine, risalente al XIII secolo e solennemente incoronato nel 1903. L’arcivescovo di Milano san Carlo Borromeo visitò questo santuario nel 1584 per poi essere ospitato in Casa Piantello (XVI secolo) ubicata proprio dietro il Santuario e detta, in seguito, “Casa di San Carlo Borromeo”. Le fa eco Palazzo Traversino, un solido edificio caratterizzato da un portale in pietra che si trova dirimpetto al Palazzo del Comune e che fu sede della notabile famiglia postuese dei Traversino. Il Palazzo del Comune (Chiesetta Spagnoli, XVII secolo), a sua volta, costituiva la chiesa privata dei Traversino; di fianco sta il monumento ai Caduti.

Sport

L’area di Postua offre la possibilità di fare numerose passeggiate ed escursioni, variegate a livello altimetrico: dalle più semplici, come quella verso l’Alpe Noveis (1.125 m) o da Noveis verso il Cornabecco (o Cima Gemevola, 1.576 m); alle più impegnative come quella verso il Monte Barone (2.043 m).
Attraversano Postua anche antiche e importanti strade, oggi nuovamente valorizzate a scopo turistico, come la via denominata “Le Valli della Fede“, che collega il Santuario di Oropa al Sacro Monte di Orta passando per il Sacro Monte di Varallo e svariati santuari minori; oppure “Il Cammino di san Carlo”, che si configura come l’antica strada che da Biella porta in Valsesia ed è, con tutta probabilità, la via percorsa più volte da san Carlo Borromeo, nella seconda metà del Cinquecento, sia per motivi pastorali che famigliari.

Curiosità

Postua è conosciuto come “Borgo dei Presepi” perché, dal 1984, si organizza una grande manifestazione a tema che, negli anni, è arrivata a contare fino a 160 allestimenti. I presepi, posizionati secondo il sentimento degli abitanti, si trovano in luoghi molto suggestivi e negli spazi privati o comuni. Si tratta, certamente, del momento di più grande richiamo turistico invernale.

Da non perdere

IL SANTUARIO DELL’ADDOLORATA E LE CHIESE
Postua conserva numerosi luoghi d’arte e di fede di grande pregio, come il Santuario dell’Addolorata e la chiesa di san Sebastiano (sec. XI)


I PRESEPI DI NATALE
Ogni anno, nel periodo più magico, tutto il paese viene allestito con le sacre rappresentazioni


ANTICHE STRADE E SENTIERI
Dal “Cammino di san Carlo” al trekking verso il Monte Barone, Postua offre una rete di sentieri variegati e belli in tutte le stagioni

Parrocchia di Postua
Via Cappella n. 4 – 13010 Postua (VC)
Tel: 015.76.03.20

Comune
Via Cappella n. 2 – 13010 Postua (VC)
Tel. (+39) 015.76.90.006
Email: postua1@libero.it
Web: https://www.comune.postua.vc.it/it-it/home

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